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d. lgs. n. 159 del 2011, art. 75, comma 2

5 provvedimenti

Sorveglianza speciale: dimenticare la carta è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3053/2024, ha stabilito che un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che omette di portare con sé la carta precettiva commette il reato di cui all'art. 650 c.p. anche per semplice dimenticanza. La Corte ha chiarito che, trattandosi di una contravvenzione, è sufficiente la colpa e non è richiesto il dolo specifico di voler disubbidire. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso relativo a un presunto errore di calcolo della pena, poiché non sollevato nel precedente grado di giudizio.
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Violazione sorveglianza speciale: il possesso del cellula
La Cassazione conferma la condanna per violazione sorveglianza speciale a un soggetto trovato con un cellulare. Ritenuto irrilevante che il telefono fosse del fratello e detenuto per poco tempo, confermando l'inammissibilità del ricorso per motivi generici e nuovi.
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Sorveglianza speciale: obblighi e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che per configurare il reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la semplice coscienza e volontà di non adempiere a una prescrizione, rendendo irrilevante la giustificazione di una mera 'dimenticanza' da parte del soggetto sorvegliato.
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Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per violazione degli obblighi di sorveglianza speciale. I giudici hanno respinto le doglianze relative alla mancata rivalutazione della pericolosità sociale post-detenzione e all'intervenuta prescrizione del reato, confermando la condanna e le motivazioni delle corti di merito.
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Attenuanti generiche: negazione e precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per violazione della sorveglianza speciale. La Corte conferma la decisione di merito di negare le attenuanti generiche e di applicare la recidiva, motivando la scelta sulla base dei precedenti penali e della biografia giudiziaria dell'imputato, ritenuti elementi sufficienti a giustificare il potere discrezionale del giudice.
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