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d.lgs. n. 159 del 2011, art. 6

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Aggravamento sorveglianza speciale: quando si applica
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'aggravamento della sorveglianza speciale per un soggetto che, durante il periodo di applicazione della misura, ha commesso numerosi nuovi reati. La sentenza chiarisce che la misura non si considera cessata se la sua esecuzione è stata più volte sospesa a causa di periodi di custodia cautelare. L'aggravamento sorveglianza speciale, in questi casi, è possibile se la richiesta interviene prima della scadenza effettiva della durata residua della misura, la cui decorrenza riprende solo dopo la cessazione dello stato detentivo e non automaticamente.
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Pericolosità sociale attuale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di prevenzione, sottolineando che la pericolosità sociale attuale non può basarsi solo su una vecchia condanna per mafia. Il giudice deve valutare elementi nuovi, come assoluzioni e il comportamento post-detenzione, per giustificare la misura.
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Misura di prevenzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un decreto che applicava la misura di prevenzione della sorveglianza speciale. L'appello è stato respinto perché presentava censure generiche sulla valutazione dei fatti, un'attività preclusa al giudizio di legittimità, che è limitato alle sole violazioni di legge. La Corte ha confermato che la valutazione della pericolosità sociale, basata su reati legati agli stupefacenti, era stata correttamente motivata dai giudici di merito.
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Pericolosità sociale: confisca e limiti temporali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che confermava la confisca di beni a due soggetti. Il motivo risiede nell'errata determinazione del periodo di pericolosità sociale, basata su reati solo tentati e procedimenti archiviati, senza una prova concreta del profitto illecito. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, imponendo un'analisi più rigorosa e il rispetto dei principi sulla redditività effettiva delle condotte e sulla tutela del domicilio familiare.
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Pericolosità sociale: valutazione anche in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto detenuto, confermando la legittimità dell'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La sentenza stabilisce che la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale e concreta anche per chi si trova in stato di detenzione, considerando il ruolo ricoperto nell'organizzazione criminale e l'assenza di segnali di cambiamento.
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Pericolosità Sociale: la Cassazione conferma la misura
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione della sorveglianza speciale basata sull'attuale pericolosità sociale di un individuo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le prove, tra cui il rinvenimento di un'arma e materiale per il narcotraffico, dimostravano una pericolosità persistente, rendendo irrilevante l'annullamento di una singola accusa e generiche le censure del ricorrente.
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Modifica misura di prevenzione: no se resta pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che chiedeva una modifica della misura di prevenzione, nello specifico un allentamento dell'orario di rientro notturno. La Corte ha stabilito che, nonostante i comportamenti positivi dimostrati (lavoro, studio, assenza di violazioni), la richiesta non può essere accolta se la pericolosità sociale di fondo permane. Il ricorso in Cassazione per questi procedimenti è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla logicità della motivazione del giudice di merito.
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