La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni nei confronti di un Lavoratore e del suo Cugino, ritenuto intestatario fittizio, per pericolosità sociale. Il Lavoratore aveva precedenti per truffa e furto in abitazione, dimostrando una continuità di condotte illecite dal 2004 al 2015. La decisione si basava su una macroscopica sproporzione, superiore al milione di euro, tra i redditi dichiarati e il valore degli investimenti. Il Cugino non è riuscito a dimostrare la provenienza lecita dei fondi. La sentenza ribadisce la validità della **confisca di beni per pericolosità sociale** e la correlazione temporale tra la pericolosità e l'acquisizione dei beni, respingendo i ricorsi.
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