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D.Lgs. n. 158 del 2015, art. 15

7 provvedimenti

Accertamento sintetico: prova del reddito da coniuge
Un contribuente, soggetto ad accertamento sintetico per un tenore di vita superiore al reddito dichiarato, si difendeva sostenendo che le spese fossero coperte dalla facoltosa coniuge non residente. La Corte di Cassazione ha stabilito che non è sufficiente indicare la ricchezza del partner per superare la presunzione del Fisco. È necessario fornire una prova concreta e documentata del trasferimento e della disponibilità delle somme. La Corte ha però accolto il ricorso del contribuente limitatamente alla richiesta di riduzione delle sanzioni, in applicazione di una legge successiva più favorevole (ius superveniens).
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Definizione sanzioni tributarie: il nesso col tributo
Un contribuente ha tentato di accedere alla definizione agevolata per le sole sanzioni derivanti dall'uso di un credito d'imposta inesistente, senza aver definito il tributo principale. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che la definizione sanzioni tributarie 'collegate' è preclusa se il rapporto tributario principale non è stato estinto. Entrambi i ricorsi del contribuente sono stati rigettati.
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Sanzione omesso versamento: la Cassazione fa chiarezza
Una società metalmeccanica contesta un avviso di accertamento per operazioni inesistenti e le relative sanzioni. La Corte di Cassazione, di fronte a una nuova questione giuridica sulla "sanzione omesso versamento" delle ritenute alla luce della riforma del 2015, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Società di comodo: Cassazione su IVA e sanzioni
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della società di comodo, stabilendo un'importante distinzione tra imposte dirette e IVA. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento per IRES e IRAP, ritenendo non sufficientemente provata l'impossibilità oggettiva di produrre reddito. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo all'IVA, affermando che la normativa nazionale che nega la detrazione è in contrasto con il diritto dell'Unione Europea e va disapplicata. Infine, ha ordinato la rideterminazione delle sanzioni in base al principio del favor rei.
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Sanzioni dichiarazione d’intento: la Cassazione decide
Una società è stata sanzionata per l'omessa comunicazione telematica delle dichiarazioni d'intento ricevute da esportatori abituali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito delle modifiche normative, deve essere applicata la sanzione più favorevole sopravvenuta (ius superveniens), basata su un importo fisso anziché proporzionale all'imposta. Pertanto, ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla Corte di Giustizia Tributaria per la rideterminazione della sanzione in base al principio del favor rei.
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Costi interest rate swap: quando sono deducibili?
Una società si vede negare la deducibilità dei costi interest rate swap dall'Agenzia delle Entrate. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che spetta alla società provare la finalità di copertura e l'inerenza dei contratti, ribaltando la decisione di merito.
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Favor rei sanzioni: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte. La Corte di Cassazione ha rigettato gran parte dei motivi, ma ha accolto quello relativo all'applicazione del principio del 'favor rei' per le sanzioni. A seguito di una modifica normativa più favorevole per il contribuente, intervenuta durante il processo, la Corte ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alla misura delle sanzioni, rinviando la causa al giudice di merito per la rideterminazione.
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