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d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 117

6 provvedimenti

Rendiconto giudiziario senza prove: annullamento
Un imprenditore, i cui beni erano stati sottoposti ad amministrazione giudiziaria, ha impugnato l'approvazione del conto finale di gestione a causa della totale assenza di documenti giustificativi delle spese sostenute dall'amministratore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento. La Corte ha sancito che un rendiconto giudiziario non può essere approvato basandosi sulla mera 'verosimiglianza' delle spese. I giudici hanno il preciso dovere di compiere un'istruttoria per verificare la completezza e correttezza della documentazione, e una motivazione che non si fonda su prove concrete è da considerarsi 'apparente' e quindi invalida.
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Revoca confisca di prevenzione: quale rimedio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34285/2024, ha stabilito che avverso il provvedimento di rigetto di un'istanza di revoca di una confisca di prevenzione, disposta prima dell'entrata in vigore del Codice Antimafia (13 ottobre 2011), il rimedio esperibile è l'appello e non il ricorso per cassazione. La Corte ha riqualificato l'impugnazione e trasmesso gli atti alla competente Corte d'Appello, applicando il principio di ultrattività della legge precedente (L. n. 1423/1956).
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Revoca confisca: inammissibile se la categoria regge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la revoca confisca di beni. La richiedente, soggetta a una misura di prevenzione per pericolosità generica, aveva basato l'istanza su una sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che la confisca era fondata su una categoria di pericolosità (vivere con proventi di attività illecite) non interessata dalla pronuncia di incostituzionalità, rendendo il ricorso infondato.
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Revoca confisca prevenzione: appello, non cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3697/2024, ha stabilito che per le istanze di revoca confisca prevenzione relative a misure disposte prima del 2011, il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione, ma l'appello. La Corte ha riqualificato l'impugnazione e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello competente, basando la decisione sulla normativa applicabile ratione temporis (Legge n. 1423/1956) e non sul più recente Codice Antimafia.
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Confisca di prevenzione: il dies a quo della pericolosità
La Cassazione annulla parzialmente una confisca di prevenzione. L'accertamento del 'dies a quo' (inizio) della pericolosità sociale deve basarsi su prove precise e non su mere deduzioni logiche, specialmente se si retrodata rispetto a un periodo già accertato in sede penale. Il ricorso è stato accolto per un ricorrente e rigettato per l'altro.
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Revoca della confisca: i limiti della prova nuova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per la revoca della confisca di beni appartenenti ai familiari di un imprenditore defunto, ritenuto collegato alla criminalità organizzata. I ricorrenti sostenevano che la revoca parziale del provvedimento per una società costituisse una "prova nuova" sufficiente a invalidare l'intera confisca. La Corte ha stabilito che la prova, per essere ammissibile, deve essere non solo nuova ma anche 'decisiva', ovvero capace di smontare l'intero impianto accusatorio originario, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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