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D.lgs. 27 giugno 2017, n. 108

5 provvedimenti

Ordine europeo di indagine: chat criptate valide
Un indagato per traffico di stupefacenti ha impugnato la custodia cautelare in carcere contestando l'inutilizzabilità delle chat crittografate ottenute dall'autorità giudiziaria francese. La difesa ha lamentato l'assenza di dettagli tecnici sulle operazioni di decifrazione, la mancata traduzione di alcuni verbali e il mancato rispetto delle garanzie difensive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la piena validità della misura. I giudici hanno chiarito che l'ordine europeo di indagine consente di acquisire prove documentali informatiche già presenti nei database esteri. L'affidabilità dei dati è garantita dalla cooperazione giudiziaria, dall'uso del codice hash e dalla possibilità per la difesa di contestare la correttezza del materiale informatico nel corso del processo.
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Utilizzabilità chat criptate: sì dalla Cassazione se prova dall’UE
Un indagato per tentato omicidio contesta la misura della custodia in carcere, basata su messaggi di una chat criptata (Sky Ecc) acquisiti da autorità francesi. La difesa lamenta la violazione del diritto di difesa, sostenendo l'impossibilità di verificare le modalità di acquisizione e decriptazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo la piena utilizzabilità delle chat criptate. I giudici hanno chiarito che non si tratta di intercettazioni, ma di prove documentali ('dati freddi') acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine. Vige una presunzione di legittimità dell'operato dello Stato estero (Francia) e spetta alla difesa dimostrare la violazione di un diritto fondamentale, cosa non avvenuta. La prova è quindi valida.
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Chat Criptate Sky ECC: Prova Valida per l’Accusa di Omicidio
Un uomo, accusato di essere il mandante di un tentato omicidio, viene arrestato sulla base di prove decisive: il contenuto di alcune chat scambiate su un sistema di comunicazione criptato (Sky ECC). La difesa contesta la validità di queste prove, ottenute dalle autorità francesi e trasmesse all'Italia tramite un Ordine Europeo di Indagine, sostenendo l'impossibilità di verificare la correttezza della loro acquisizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla utilizzabilità chat criptate. I messaggi, una volta decriptati e salvati, non sono più un 'flusso di comunicazione' da intercettare, ma diventano 'prova documentale'. In base al principio di mutuo riconoscimento europeo, si presume la legittimità dell'operato delle autorità estere, confermando così la validità dell'arresto.
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Utilizzabilità chat criptate: prova valida per il tentato omicidio
Un uomo, accusato di tentato omicidio premeditato, viene arrestato sulla base di messaggi scambiati su una piattaforma di comunicazione criptata. Le prove vengono acquisite dalle autorità francesi tramite un Ordine Europeo d'Indagine. La Corte di Cassazione ha stabilito la piena utilizzabilità chat criptate, qualificandole non come intercettazioni ma come documenti informatici (dati 'freddi' già salvati su server). La Corte ha però annullato la decisione sull'aggravante della premeditazione, rinviando la questione a un nuovo giudice per una valutazione nel merito. L'indagato vince parzialmente: le prove restano valide, ma la gravità dell'accusa dovrà essere riesaminata.
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Chat criptate: prova documentale secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato accusato di tentato omicidio, confermando l'utilizzabilità delle conversazioni avvenute su una piattaforma di chat criptate. Tali conversazioni, acquisite dalle autorità francesi e trasmesse a quelle italiane tramite un Ordine di Indagine Europeo (OIE), non sono state considerate intercettazioni, ma prove documentali. La Corte ha chiarito che l'acquisizione ex post di messaggi già scambiati e decifrati è un'attività diversa dalla captazione in tempo reale del flusso di comunicazioni, legittimando così il loro uso nel procedimento sulla base del principio di mutuo riconoscimento tra Stati membri dell'UE.
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