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D.Lgs. 24/09/2015, n. 158

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Litisconsorzio necessario: la Cassazione e la sanatoria
La Cassazione ha respinto i ricorsi di una società di persone e dei suoi soci, confermando gli avvisi di accertamento per costi fittizi. Sebbene i giudizi di merito si siano svolti separatamente, violando il principio del litisconsorzio necessario, la Corte ha ritenuto il vizio sanato dalla riunione in sede di legittimità, data l'identità delle difese e degli esiti, in applicazione del principio di ragionevole durata del processo.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25744/2024, ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di una società la cui contabilità è stata ritenuta gravemente inattendibile. La Corte ha chiarito che l'assenza di liste inventariali e altre anomalie documentali giustificano il ricorso a presunzioni per la ricostruzione dei ricavi. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, stabilendo l'applicazione retroattiva della normativa più favorevole (principio del favor rei) sopravvenuta in corso di causa.
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Accertamento presuntivo: il valore del mutuo conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15385/2024, interviene su un caso di accertamento presuntivo immobiliare. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società ricavi non dichiarati dalla vendita di numerosi appartamenti. La Corte ha stabilito un principio chiave: la documentazione bancaria, come la perizia per un mutuo che indica un valore superiore a quello di compravendita, costituisce un indizio grave, preciso e concordante che il giudice non può ignorare. Per gli immobili privi di tale documentazione, la valutazione critica del giudice di merito sulle prove dell'Agenzia è incensurabile in Cassazione. Il giudizio è stato dichiarato estinto per i soci che avevano aderito alla definizione agevolata.
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Avviso di accertamento IRAP: annullate le sanzioni
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società immobiliare che aveva ricevuto un avviso di accertamento IRAP per maggiori ricavi non fatturati. Pur confermando la legittimità dell'accertamento basato su indizi gravi, precisi e concordanti, la Corte ha cassato la sentenza di secondo grado con rinvio per quanto riguarda le sanzioni. I giudici di merito avevano omesso di pronunciarsi sulle doglianze della società relative alla buona fede e non avevano applicato il principio del 'favor rei' per le sanzioni, in seguito a modifiche normative più favorevoli.
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Accertamento fiscale: prova e sanzioni, la Cassazione
Una società alberghiera contesta un accertamento fiscale basato sulla ricostruzione dei ricavi. La Cassazione respinge le censure sulla valutazione delle prove (tariffe online vs. perizia) ma accoglie il motivo sulle sanzioni, ordinandone la rideterminazione in base alla normativa più favorevole (favor rei) sopravvenuta.
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Amministratore di fatto: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità solidale dell'amministratore di fatto per i debiti tributari e le sanzioni di una società 'cartiera' utilizzata in una frode carosello. L'ordinanza chiarisce che quando la società è un mero schermo per gli interessi personali dell'amministratore, il reddito e le relative passività vengono imputati direttamente a quest'ultimo, in quanto effettivo possessore, superando la personalità giuridica dell'ente. Viene quindi rigettato il ricorso del contribuente, ritenuto il vero dominus dell'attività illecita.
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