La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13525/2024, ha stabilito i limiti delle condizioni imponibili durante l'affidamento in prova. Un soggetto condannato ha contestato l'obbligo di permanenza notturna e il versamento mensile a un'associazione. La Corte ha confermato la legittimità della permanenza notturna, in quanto flessibile per esigenze lavorative e finalizzata a prevenire la recidiva. Tuttavia, ha annullato l'obbligo di pagamento, definendolo una prestazione patrimoniale illegittima perché priva di base legale, in violazione dell'art. 23 della Costituzione. La sentenza ribadisce che le prescrizioni dell'affidamento in prova non possono tradursi in sanzioni atipiche.
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