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d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 6

6 provvedimenti

TARSU e omessa denuncia: paga il proprietario
Un Comune ha notificato a una società proprietaria un avviso di accertamento per il mancato pagamento della tassa sui rifiuti. La società proprietaria sosteneva che gli immobili fossero occupati da terzi soggetti e lamentava la mancata conclusione dell'accertamento con adesione da parte dell'ufficio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che in tema di TARSU e omessa denuncia di variazione, il proprietario rimane obbligato al pagamento del tributo. La successiva conoscenza degli effettivi occupanti da parte dell'amministrazione non sana la mancata comunicazione formale. Inoltre, il Comune non ha alcun obbligo di convocare il contribuente o concludere la procedura di accordo bonario.
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Sospensione termini tributari: cumulo con feriale
Una società di servizi marittimi ha impugnato un avviso di accertamento. Il nodo centrale della controversia riguardava il calcolo dei termini per il ricorso, specificamente se la sospensione per la procedura di accertamento con adesione (90 giorni) potesse sommarsi alla sospensione feriale dei termini processuali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10462/2024, ha stabilito che la sospensione termini tributari è cumulabile. Ribaltando la decisione di merito, ha affermato che la normativa introdotta nel 2016 ha chiarito in via definitiva questo principio, rendendo tempestivo il ricorso del contribuente.
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Esenzione IMU beni merce: la motivazione è cruciale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un avviso di accertamento IMU per l'anno 2012 su immobili invenduti di un'impresa di costruzioni. Il motivo dell'annullamento è la "motivazione apparente" della decisione di secondo grado, che non ha risposto in modo specifico alle contestazioni del contribuente. La Corte ha invece respinto la richiesta di applicare retroattivamente l'esenzione IMU beni merce, confermando che tale agevolazione non era in vigore per il 2012. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice d'appello.
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Transfer pricing: Cassazione su prova e benchmark
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di transfer pricing, annullando la decisione di merito che aveva convalidato l'accertamento fiscale basato su una metodologia di benchmark errata. L'Agenzia delle Entrate aveva escluso dall'analisi le società in perdita, un criterio ritenuto non conforme alle linee guida OCSE. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova iniziale spetta all'Amministrazione finanziaria e che l'analisi di comparabilità deve essere rigorosa, senza esclusioni aprioristiche che distorcono la realtà del mercato.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene sulla tassazione dei rifiuti speciali, chiarendo la distinzione tra quota fissa e variabile della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA). Con l'ordinanza n. 21973/2025, la Suprema Corte ha stabilito che le superfici aziendali dove si producono rifiuti speciali non assimilati sono esenti solo dalla quota variabile della tariffa, ma restano soggette al pagamento della quota fissa. Quest'ultima copre i costi generali del servizio di gestione rifiuti, di cui beneficia l'intera comunità. La sentenza di merito, che aveva concesso un'esenzione totale, è stata cassata con rinvio.
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Sospensione termini impugnazione: automatica con istanza
Una società sportiva ha impugnato avvisi di accertamento dopo aver presentato istanza di adesione senza però partecipare al contraddittorio. Le corti di merito hanno dichiarato il ricorso tardivo. La Cassazione ha chiarito che la sospensione termini impugnazione di 90 giorni è un effetto automatico della presentazione dell'istanza, a prescindere dal comportamento successivo del contribuente, garantendo così la certezza del diritto.
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