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D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 13

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Rendita catastale retroattiva: quando si applica?
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2011, basato su una rendita catastale rettificata e notificata solo nel 2012. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22293/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo il principio della rendita catastale retroattiva. La Corte ha chiarito che quando la rettifica deriva da una variazione dichiarata dal contribuente (procedura docfa), la nuova rendita si applica dal momento della dichiarazione stessa, non dalla notifica della rettifica. Di conseguenza, l'imposta maggiore e le relative sanzioni per il 2011 erano legittime.
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Imposta regionale concessioni: quando è dovuta?
Una società che gestisce concessioni demaniali marittime ha contestato un avviso di accertamento per l'imposta regionale concessioni. La Corte di Cassazione ha confermato che il tributo è dovuto anche se la concessione è rilasciata dall'Autorità Portuale. Tuttavia, ha annullato le sanzioni applicate, riconoscendo una situazione di oggettiva incertezza normativa che giustificava l'errore del contribuente.
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Motivazione apparente: sentenza annullata per vizi
Una società di noleggio nautico si è vista negare le agevolazioni fiscali sul carburante. Dopo una vittoria in appello, l'Agenzia Fiscale ha fatto ricorso in Cassazione, che ha annullato la sentenza per vizio di motivazione apparente. La Corte ha ritenuto il ragionamento del giudice di secondo grado contraddittorio e incomprensibile, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Riduzione base imponibile IMU: la Cassazione decide
Una società ha richiesto la riduzione della base imponibile IMU per un complesso industriale in disuso. La Corte di Cassazione ha chiarito che il silenzio del Comune non equivale ad assenso (silenzio-assenso). Ha però accolto il ricorso su un punto cruciale: la necessità di applicare una rendita catastale ridotta con effetto retroattivo. La Corte ha stabilito che i giudici precedenti avevano errato nel non considerare la rideterminazione della rendita, rinviando il caso per una nuova valutazione del tributo dovuto.
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Prescrizione sanzioni: 5 anni per sanzioni e interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3195/2025, ha stabilito che la prescrizione per le sanzioni tributarie e per gli interessi è quinquennale, anche se il tributo principale si prescrive in dieci anni. Il caso riguardava una società del settore turistico che aveva impugnato una cartella di pagamento. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che sanzioni e interessi sono obbligazioni autonome con un proprio termine di prescrizione, fissato rispettivamente dal D.Lgs. 472/1997 e dal Codice Civile.
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