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d. lgs. 159 del 2011

8 provvedimenti

Confisca beni mafia: la Cassazione estende la pericolosità sociale
Un individuo, già sottoposto a misura di prevenzione per associazione mafiosa, ha contestato la confisca di alcuni suoi beni. Egli sosteneva che tali beni fossero stati acquisiti prima del periodo in cui era stata accertata la sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la confisca beni mafia. La Corte ha ritenuto che la sua posizione di vertice nell'organizzazione criminale implicasse una pericolosità sociale retrodatabile, giustificando la confisca anche per i beni acquisiti in precedenza.
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Pericolosità Sociale: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a misura di prevenzione. La Corte ha stabilito che i motivi presentati, pur formalmente denunciando una violazione di legge, in realtà contestavano la valutazione di merito sulla sussistenza della pericolosità sociale, un'operazione non consentita in sede di legittimità. La sentenza conferma che la valutazione dell'attualità della pericolosità si basa su un'analisi complessiva di condotte e frequentazioni persistenti nel tempo.
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Revocazione confisca: i limiti delle prove nuove
La richiesta di un individuo per la revocazione confisca di quote societarie e beni è stata respinta. L'istante sosteneva di avere nuove prove, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che le prove addotte erano già note o avrebbero dovuto essere presentate nel procedimento originario, non potendo quindi qualificarsi come 'prove nuove decisive' ai sensi del Codice Antimafia. La confisca è stata pertanto confermata.
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Confisca di prevenzione: motivazione e onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8119/2024, si è pronunciata su un caso di confisca di prevenzione. Ha confermato la misura per un conto corrente, un motoveicolo e gioielli, ritenendo non provata la loro lecita provenienza. Tuttavia, ha annullato la confisca di un libretto di risparmio, giudicando la motivazione della Corte d'Appello 'apparente' e carente nell'analisi delle prove difensive, rinviando il caso per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Pericolosità attuale: la detenzione non la esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale. La Corte ha chiarito che lo stato di detenzione non annulla la valutazione di pericolosità attuale, la quale si basa sulla carriera criminale del soggetto, inclusi reati legati a stupefacenti, armi e collegamenti con la criminalità organizzata. La misura di prevenzione, pur confermata, diventa esecutiva solo al momento della scarcerazione.
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Sproporzione reddituale: la Cassazione annulla confisca
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di prevenzione patrimoniale, specificamente una confisca di beni, per un vizio di motivazione. La Corte d'Appello aveva confermato la confisca basandosi su una sproporzione reddituale calcolata in modo presuntivo per un lungo periodo (1976-1997) in cui la documentazione fiscale ufficiale era irreperibile. La Cassazione ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse completamente omesso di confrontarsi con le specifiche contestazioni e la documentazione (come una consulenza tecnica) prodotta dalla difesa. Questa omissione integra una violazione di legge per totale assenza di motivazione su un punto decisivo, portando all'annullamento della decisione con rinvio per un nuovo giudizio.
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Confisca di prevenzione: annullata per difetto di prova
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una confisca di prevenzione relativa a quote societarie e al compendio aziendale di una società. La decisione è stata motivata dalla mancanza di una prova rigorosa che dimostrasse l'effettiva disponibilità dei beni da parte dell'imprenditore, proposto per la misura, al momento della richiesta. Anni prima, l'imprenditore aveva donato le quote ai propri familiari. La Corte ha sottolineato che, per giustificare la confisca, non è sufficiente basarsi su elementi passati, ma è necessaria una prova attuale del controllo di fatto esercitato dal proposto sulla società, nonostante l'intestazione formale a terzi.
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Pericolosità sociale: vincoli mafiosi e confisca
La Cassazione annulla la revoca di una misura di prevenzione, sottolineando che la `pericolosità sociale` di un soggetto legato alla 'ndrangheta non svanisce con la sola buona condotta carceraria. Vanno valutati i legami familiari e la mancata dissociazione. Confermato il principio per cui la confisca di prevenzione può seguire a una revoca di confisca penale se emergono fatti nuovi.
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