La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna alla Germania in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La Corte ha chiarito che il 'radicamento' in Italia, necessario per rifiutare la consegna, richiede una permanenza stabile di almeno cinque anni, non essendo sufficienti un permesso di soggiorno e legami familiari. Inoltre, ha ribadito che il diritto alla traduzione degli atti non è assoluto e che il giudice italiano non può sindacare il sistema di misure cautelari dello Stato emittente, in ossequio al principio di mutuo riconoscimento.
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