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D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23

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Acquisizione immobile abusivo: l’IMU non è più dovuta
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di IMU e immobili illegali. Se il proprietario non rispetta l'ordine di demolizione di un immobile abusivo entro 90 giorni, la proprietà del bene si trasferisce automaticamente e gratuitamente al Comune. Questa 'acquisizione immobile abusivo' fa venir meno il presupposto per il pagamento dell'IMU da parte del vecchio proprietario. Di conseguenza, il Comune non può più richiedergli il pagamento dell'imposta per i periodi successivi al trasferimento automatico della proprietà. La Corte ha quindi annullato la pretesa fiscale, dando ragione alla società che aveva ricevuto l'avviso di accertamento.
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Responsabilità solidale venditore: quando risponde
La Corte di Cassazione stabilisce che, in caso di revoca dell'agevolazione "prima casa" per le caratteristiche oggettive di lusso di un immobile, sussiste la responsabilità solidale del venditore. La revoca non dipende da una dichiarazione mendace dell'acquirente, ma da elementi del contratto noti a entrambe le parti, come la superficie dell'immobile. Pertanto, il venditore è tenuto a rispondere per le maggiori imposte insieme all'acquirente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato delle cartelle esattoriali di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione non può essere proposta.
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Esenzione IMU abitazione principale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11143/2024, ha chiarito i requisiti per l'esenzione IMU abitazione principale nel caso di coniugi con residenze diverse. La Corte ha stabilito che l'esenzione spetta solo per l'immobile in cui il contribuente possiede sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale. Non è possibile 'scegliere' di applicare il beneficio all'immobile del coniuge se non si soddisfano personalmente tali condizioni. La decisione ribalta la sentenza di merito e accoglie il ricorso del Comune, specificando che il diritto all'esenzione è individuale e legato a dati oggettivi, non a una scelta discrezionale del contribuente.
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Rendita catastale impianti: I pozzi geotermici contano
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11359/2024, ha stabilito che per la determinazione della rendita catastale impianti energetici, secondo la normativa antecedente alla Legge di Stabilità 2016, devono essere inclusi anche i pozzi geotermici. Questi sono considerati componenti essenziali e strutturalmente connesse all'opificio, non potendo beneficiare di esenzioni. La Corte ha chiarito la non retroattività della nuova disciplina sugli 'imbullonati', accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e respingendo quello della società energetica.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione
Una fondazione che gestisce una scuola paritaria ha richiesto l'esenzione IMU, sostenendo la natura non commerciale della sua attività. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che per ottenere l'esenzione IMU per enti non commerciali, l'attività deve essere svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo puramente simbolico, che copra solo una minima frazione dei costi. Il fatto che la retta scolastica, pur non generando profitto, copra una parte significativa dei costi, qualifica l'attività come commerciale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, riconoscendo una condizione di incertezza normativa oggettiva sulla materia.
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Esenzione ICI enti non commerciali: le nuove regole
Un ente non commerciale si è visto negare l'esenzione ICI per un immobile parzialmente concesso in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha annullato la precedente decisione. Il caso è stato rinviato per verificare se il rapporto contrattuale, la natura non commerciale delle attività e il rispetto della soglia 'de minimis' per gli aiuti di Stato giustifichino l'esenzione ICI per enti non commerciali.
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Concessione demaniale: chi paga l’IMU?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29225/2024, ha stabilito che il titolare di una concessione demaniale è il soggetto passivo ai fini IMU per le strutture insistenti sull'area, indipendentemente dalla natura reale o meno del diritto concesso. La Corte ha chiarito che la legge identifica direttamente nel concessionario il responsabile del tributo, superando la necessità di accertare l'esistenza di un diritto di superficie. Inoltre, la natura precaria o stagionale della struttura non è rilevante se questa è accatastata o accatastabile come unità immobiliare autonoma.
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Contributi statali enti locali: come si calcolano
Un Comune ha citato in giudizio due Ministeri per il mancato pagamento di contributi statali enti locali, destinati a compensare minori introiti fiscali (ICI). Il contenzioso verteva sul metodo di calcolo della soglia di rimborso, in particolare se includere le perdite non compensate degli anni precedenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che le perdite pregresse non compensate devono essere incluse nel calcolo. Ha inoltre chiarito che un errore di calcolo antecedente alla riforma del federalismo fiscale può avere un 'effetto derivato' sui nuovi fondi perequativi, cassando la sentenza d'appello e rinviando per una nuova valutazione.
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Rendita catastale definitiva: vale per l’IMU?
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento IMU, basando il pagamento su una rendita catastale proposta inferiore a quella successivamente rettificata e resa definitiva da una sentenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la rendita catastale definitiva ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, il calcolo dell'imposta e l'applicazione delle sanzioni da parte del Comune sono stati ritenuti legittimi, poiché basati sull'unica rendita catastale legalmente valida al momento dell'imposizione.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione decide
Una società produttrice ha contestato l'applicazione delle tasse sui rifiuti (TARES e TARI) per le aree industriali dove si generano rifiuti speciali non assimilabili a quelli urbani. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo valido un precedente accordo su una riduzione forfettaria. La Corte di Cassazione, con la sentenza qui analizzata, ha annullato tale decisione, chiarendo i principi sulla tassazione rifiuti speciali. Ha stabilito che spetta al contribuente dimostrare quali aree sono da escludere dalla parte variabile del tributo e che un accordo pregresso non è vincolante per gli anni futuri. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata sulla prova fornita dall'azienda.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la retta è simbolica?
La Corte di Cassazione nega l'esenzione IMU a un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria. La Corte chiarisce che per ottenere il beneficio fiscale, l'attività didattica deve essere svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo puramente simbolico. Poiché la scuola incassava rette significative, l'attività è stata considerata di natura commerciale, escludendo così il diritto all'esenzione IMU enti non commerciali, a prescindere dal fatto che l'ente operasse in perdita.
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Corrispettivo simbolico: no esenzione IMU per scuole
La Corte di Cassazione ha stabilito che un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria non ha diritto all'esenzione IMU se percepisce una retta annuale di 1.400 euro per studente. Sebbene tale cifra copra solo una frazione del costo effettivo del servizio (stimato in 6.835,85 euro), non può essere considerata un 'corrispettivo simbolico'. La Corte ha chiarito che, per ottenere l'esenzione, il corrispettivo deve essere irrisorio e marginale, quasi assimilabile a una prestazione gratuita, in linea con i principi europei sugli aiuti di Stato. Il semplice fatto che la retta sia inferiore al costo non è sufficiente per qualificarla come simbolica, portando così all'accoglimento del ricorso del Comune e al rigetto della richiesta di esenzione.
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Proroga Tarsu: obbligo di denuncia per le esenzioni
Una società di gestione turistica ha impugnato un avviso di accertamento TARSU, sostenendo la non applicabilità del tributo e richiedendo esenzioni per aree specifiche e una riduzione per stagionalità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della Proroga Tarsu per gli anni in questione. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le richieste di esenzione e riduzione, poiché la società non aveva presentato al Comune la necessaria denuncia iniziale o di variazione, un adempimento obbligatorio per superare la presunzione di produttività dei rifiuti.
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Soggettività passiva IMU: chi paga per i porti turistici
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di soggettività passiva IMU per immobili demaniali compresi in un porto turistico, l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'imposta è il concessionario. Questa responsabilità non viene meno neanche in caso di cessione a terzi del diritto di utilizzo dei singoli punti d'ormeggio. La sentenza chiarisce che il rapporto concessorio con l'ente pubblico è il presupposto dell'imposizione, rendendo irrilevanti i successivi contratti privatistici stipulati dal concessionario.
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Esenzione IMU rurale: no senza classamento catastale
Una contribuente si è vista negare l'esenzione IMU rurale per un immobile non correttamente censito al catasto. La Corte di Cassazione ha confermato che, ai fini dell'esenzione, la classificazione catastale prevale sull'uso effettivo dell'immobile. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo le sanzioni, stabilendo l'applicazione del più favorevole 'cumulo giuridico' per le violazioni ripetute negli anni.
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Esenzione IMU: no se l’immobile è locato a terzi
Un ente mutualistico con finalità previdenziali ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile di sua proprietà, concesso in locazione a terzi per un'attività commerciale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione IMU è necessario l'uso diretto dell'immobile per le finalità istituzionali non commerciali dell'ente. La locazione a terzi, configurando un utilizzo indiretto e a scopo di reddito, esclude la possibilità di applicare l'agevolazione fiscale, anche se i proventi sono destinati a finanziare l'attività principale dell'ente.
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Contratto di locazione nullo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto di locazione nullo perché stipulato verbalmente, a cui è seguito un secondo contratto scritto e regolarmente registrato. La conduttrice, citata per morosità, sosteneva la nullità anche del secondo accordo. La Corte ha stabilito che la stipula del nuovo contratto scritto e registrato costituisce una "rinnovazione" che sana la situazione, sostituendo completamente il precedente accordo verbale nullo. Di conseguenza, il rapporto è regolato unicamente dal secondo contratto, rendendo legittima la richiesta di pagamento dei canoni e infondate le pretese della conduttrice.
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Sub-concessione demaniale: chi paga l’IMU?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11006/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI/IMU su beni statali. In un caso riguardante un'area aeroportuale data in concessione e successivamente in sub-concessione demaniale, la Corte ha chiarito che il soggetto passivo d'imposta è il sub-concessionario, non l'originario concessionario. La decisione si basa sul fatto che il sub-concessionario acquisisce l'effettiva e autonoma disponibilità del bene per lo svolgimento di attività strumentali al servizio pubblico, diventando così il soggetto tenuto al pagamento del tributo.
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Agevolazioni prima casa pertinenze: la Cassazione
Un contribuente si è visto negare le agevolazioni prima casa per un terreno acquistato insieme a un fabbricato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso. Secondo la Corte, per ottenere le agevolazioni prima casa pertinenze, non basta la vicinanza fisica, ma è necessario dimostrare un vincolo funzionale, effettivo e duraturo tra il terreno (bene accessorio) e l'abitazione (bene principale). Nel caso specifico, il contribuente non ha fornito prove sufficienti di tale vincolo, avendo anche indicato un prezzo distinto per i due beni nell'atto di compravendita.
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