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d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 8, comma 4

6 provvedimenti

Valore aree edificabili: onere prova e limiti
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento di un Comune relativo al valore di un'area edificabile, lamentando una stima errata, difetto di motivazione e violazioni procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il giudice di merito ha applicato correttamente i criteri di valutazione e il principio dell'onere della prova. La Corte ha inoltre ribadito che il contraddittorio preventivo non è un obbligo generalizzato per i tributi non armonizzati, come quelli locali, se l'accertamento avviene "a tavolino".
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Valore venale area edificabile: la prova del Comune
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24402/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per un'area fabbricabile. Il caso verteva sulla determinazione del valore venale area edificabile. La Corte ha stabilito che la valutazione del Comune, basata su atti di compravendita di terreni simili, era adeguatamente motivata. Ha inoltre ribadito che, per i tributi locali, il contraddittorio preventivo non è obbligatorio per gli accertamenti "a tavolino" e che l'onere della prova del maggior valore spetta all'ente impositore, onere che in questo caso è stato ritenuto assolto.
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IMU immobile abusivo: la Cassazione fa il punto
Una società ha contestato un avviso di accertamento IMU per un immobile edificato abusivamente, colpito da un ordine di demolizione e destinato all'acquisizione da parte del patrimonio comunale. I giudici di merito avevano confermato la tassabilità basandosi sulla semplice iscrizione catastale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la complessità e la rilevanza della questione, in particolare riguardo alla persistenza del presupposto impositivo (il possesso) dopo l'ordine di demolizione. Di fronte alla necessità di stabilire un principio di diritto chiaro sull'argomento dell'IMU immobile abusivo, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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IMU immobili abusivi: vale l’ordine di demolizione?
Una società contesta il pagamento dell'IMU su immobili abusivi, sostenendo che l'ordine di demolizione del Comune li rende non tassabili. La Corte di Cassazione, vista la complessità della questione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione di principio, senza ancora definire il merito della controversia.
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IMU immobili abusivi: la Cassazione fa il punto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a immobili abusivi, oggetto di ordine di demolizione e acquisizione da parte del Comune. I giudici di merito hanno confermato la tassazione, ritenendo decisiva l'iscrizione al catasto. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la particolare rilevanza della questione su IMU e immobili abusivi, rinviando il caso a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora decidere nel merito.
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Efficacia retroattiva classamento: no per l’IMU
Un consorzio di bonifica chiedeva l'esenzione IMU per gli anni 2013-2014 in virtù di un classamento catastale in categoria esente ottenuto solo nel 2020. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha negato l'efficacia retroattiva del classamento catastale, stabilendo che la variazione ha effetto solo per il futuro. La Corte ha chiarito che, ai fini IMU, vale la rendita iscritta in catasto al 1° gennaio dell'anno d'imposta, e la retroattività è ammessa solo in caso di correzione di un errore palese e incontestabile commesso dall'ufficio, circostanza non verificatasi nel caso di specie, dove la variazione derivava da un accordo conciliativo.
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