Una società ha impugnato il classamento catastale del proprio immobile, rettificato dall'Agenzia delle Entrate da C/2 (magazzino) a D/7 (fabbricato industriale). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la classificazione si basa sulle caratteristiche oggettive e sulla potenzialità funzionale dell'immobile, non sull'uso soggettivo. L'ordinanza chiarisce inoltre che, in seguito a procedura DOCFA, l'Agenzia non è tenuta a effettuare un sopralluogo né a fornire motivazioni complesse se non contesta i dati forniti dal contribuente ma solo la loro valutazione tecnica.
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