Un investitore ha citato in giudizio una Banca per la risoluzione di un contratto di investimento in obbligazioni argentine e il risarcimento dei danni, lamentando una carenza informativa. Il Tribunale aveva accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo l'azione prescritta e infondata. La Corte d'Appello ha anche evidenziato che l'investitore era un "operatore qualificato" e che non era stato provato un nesso causale tra l'eventuale carenza informativa e il danno. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'investitore inammissibile. Questo è avvenuto perché una delle tre ragioni (ratio decidendi) su cui si basava la sentenza d'Appello, ovvero l'assenza di prova del nesso causale, non è stata impugnata dall'investitore. Pertanto, la decisione della Corte d'Appello è rimasta valida, rendendo irrilevanti le altre contestazioni sulla prescrizione azione risarcitoria.
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