LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. n. 98 del 2011, art. 18, comma 12

0 provvedimenti

Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso non Basta all’INPS
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Avvocato con redditi inferiori a 5.000 euro, contestando l'obbligo iscrizione Gestione Separata INPS. L'INPS sosteneva che il reddito basso non escludeva l'abitualità dell'attività. La Cassazione ha chiarito che il reddito sotto soglia è solo un indizio di occasionalità; l'abitualità si valuta anche con partita IVA e iscrizione all'albo. Tuttavia, ha rigettato il ricorso dell'INPS perché l'Istituto non aveva fornito prove sufficienti per dimostrare l'abitualità dell'attività dell'Avvocato, confermando l'esonero dall'obbligo contributivo per i periodi in questione.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è occultamento
La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione contributi previdenziali non si sospende automaticamente se un professionista omette di dichiarare i redditi nel "Quadro RR". La semplice omissione non costituisce "doloso occultamento" del debito. L'Ente Previdenziale aveva altri mezzi per accertare il dovuto. Pertanto, il ricorso dell'Ente è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione del credito e la vittoria del Professionista.
Continua »
Avvocato e Gestione Separata: Obbligo sì, ma senza Sanzioni!
Un Avvocato ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per l'attività professionale svolta nel 2009 e le relative Sanzioni Gestione Separata. La Corte d'Appello aveva confermato l'obbligo e la validità del credito contributivo, escludendo la prescrizione. La Cassazione ha ribadito l'obbligo di iscrizione e la decorrenza della prescrizione dal termine di pagamento. Tuttavia, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale (n. 104/2022), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma che imponeva le sanzioni civili agli avvocati non iscritti alla Cassa Forense per periodi antecedenti al 6 luglio 2011. Pertanto, l'Avvocato non dovrà pagare le Sanzioni Gestione Separata per l'anno 2009.
Continua »
Prescrizione Contributi INPS: L’INPS perde sul “dolo” omissivo
La Corte di Cassazione ha confermato la `prescrizione dei contributi INPS` per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2011, ma la richiesta era arrivata dopo il termine quinquennale. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi da parte della professionista costituisse un "occultamento doloso" del debito, che avrebbe dovuto sospendere la prescrizione. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che la semplice omissione non equivale a un occultamento intenzionale e che l'INPS stesso era a conoscenza dei redditi tramite la dichiarazione. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Prescrizione Contributi INPS: L’INPS perde contro il Professionista
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione contributi INPS per un libero professionista. L'INPS aveva richiesto contributi del 2011, ma la richiesta era arrivata oltre i cinque anni previsti. L'Istituto sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Cassazione ha escluso questa ipotesi, affermando che la semplice omissione non equivale a dolo, soprattutto se l'INPS poteva comunque conoscere i redditi. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile, condannandolo al pagamento delle spese legali.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: l’INPS perde sul tempo
L'INPS ha cercato di recuperare i contributi dovuti da un professionista iscritto alla Gestione Separata. Il professionista ha eccepito la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. Ha inoltre stabilito che la semplice omessa compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione fiscale non costituisce "doloso occultamento del debito", quindi non sospende la prescrizione. L'INPS non ha dimostrato un'intenzione fraudolenta del professionista. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione dei contributi.
Continua »
Onere della prova Gestione Separata: l’INPS deve dimostrare
Una professionista, iscritta all'albo degli avvocati ma non alla Cassa forense, impugna la richiesta dell'INPS di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte d'Appello dà ragione all'ente previdenziale, ritenendo che spettasse alla lavoratrice dimostrare l'occasionalità della propria attività. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della professionista, chiarendo che l'onere della prova Gestione Separata grava interamente sull'INPS. Spetta infatti all'istituto dimostrare l'abitualità dell'attività professionale o il superamento della soglia di 5.000 euro annui per il lavoro occasionale. Di conseguenza, la Suprema Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato sul corretto riparto delle prove.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
Un Professionista ha contestato la richiesta di pagamento dell'INPS per i contributi alla Gestione Separata degli anni 2009 e 2010, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte d'appello ha accolto la tesi del lavoratore, ritenendo che la proroga del termine di pagamento disposta con decreto ministeriale non avesse spostato in avanti l'inizio del termine di prescrizione. L'INPS ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali inizia a decorrere solo dalla scadenza del termine di pagamento effettivamente prorogato, anche se la proroga deriva da un decreto amministrativo con funzione regolamentare. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che escluda anche le sanzioni civili per il periodo precedente al 2011.
Continua »
Iscrizione gestione separata INPS: esclusa per redditi minimi
L'INPS ha richiesto a un ingegnere il pagamento dei contributi previdenziali, ritenendo obbligatoria l'iscrizione gestione separata INPS in quanto il professionista era iscritto all'albo e titolare di partita IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che la semplice titolarità della partita IVA e l'iscrizione all'albo non dimostrano l'abitualità dell'attività professionale. Poiché l'ingegnere ha svolto un'attività meramente occasionale con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro, non sussiste alcun obbligo contributivo. L'onere di provare l'abitualità dell'attività grava interamente sull'INPS.
Continua »
Iscrizione Gestione separata: no ai contributi sotto i 5000 euro
L'INPS ha richiesto a un avvocato l'iscrizione Gestione separata per l'anno 2010, poiché la professionista non era iscritta alla Cassa Forense a causa del reddito inferiore ai minimi ordinari. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa dell'ente, ritenendo che un reddito annuo inferiore a 5.000 euro costituisse un forte indizio del carattere occasionale dell'attività professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'obbligo di iscrizione richiede lo svolgimento abituale della professione. Se il reddito è inferiore alla soglia dei 5.000 euro, spetta all'INPS dimostrare con prove concrete l'effettiva abitualità del lavoro autonomo, non bastando la mera titolarità della partita IVA o l'iscrizione all'albo. Vince il professionista, con condanna dell'INPS al pagamento delle spese legali.
Continua »
Iscrizione alla Gestione Separata: no se il reddito è minimo
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una Professionista l'iscrizione alla Gestione Separata per l'anno 2009, nonostante un reddito inferiore a 5.000 euro e la mancata iscrizione alla Cassa Forense. La Corte d'Appello ha ritenuto che il basso reddito indicasse l'occasionalità dell'attività, escludendo l'obbligo contributivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che l'iscrizione alla Gestione Separata richiede l'esercizio abituale della professione. Il reddito sotto la soglia dei 5.000 euro costituisce un valido indizio per escludere l'abitualità, che va accertata in concreto e non sulla base di semplici presunzioni legali automatiche. Vince la Professionista, con condanna dell'Ente al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Gestione Separata INPS: niente contributi se il reddito è minimo
L'ente previdenziale ha richiesto l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS di un avvocato iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, a causa del mancato raggiungimento della soglia minima di reddito. La Corte d'Appello ha escluso l'obbligo contributivo, rilevando che il reddito annuo inferiore a 5.000 euro dimostrava l'assenza di un esercizio abituale della professione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che un reddito estremamente basso può essere legittimamente utilizzato dal giudice come indizio concreto per escludere l'abitualità dell'attività professionale. Di conseguenza, senza il requisito dell'abitualità, non sorge alcun obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. L'ente previdenziale è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata INPS: Avvocato vince contro l’Ente
Un avvocato, pur iscritto all'Albo, non raggiungeva il reddito minimo per iscriversi alla sua Cassa di previdenza. L'Ente Previdenziale gli ha quindi chiesto i contributi per la Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha dato ragione al professionista, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo di iscrizione Gestione Separata INPS per un professionista non è automatico. Il fattore decisivo è l'abitualità dell'attività, non il superamento di una soglia di reddito. Un reddito molto basso è un forte indizio di attività occasionale. L'Ente Previdenziale non è riuscito a provare il contrario e ha perso la causa.
Continua »
Obbligo Gestione Separata: Contributi Sì, Sanzioni No per l’Avvocato
Una professionista, avvocato, non era iscritta alla sua Cassa di categoria per l'anno 2009 a causa di un reddito inferiore alla soglia minima. L'Ente Previdenziale le ha quindi richiesto i contributi per la Gestione Separata, aggiungendo anche le sanzioni per il mancato versamento. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo iscrizione Gestione Separata e il conseguente pagamento dei contributi. Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni civili. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittime le sanzioni per i periodi precedenti a una legge chiarificatrice del 2011, a causa dell'incertezza normativa esistente all'epoca. La professionista vince quindi parzialmente: deve versare i contributi ma non le sanzioni.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: Reddito basso non salva il professionista
Una professionista iscritta all'albo, ma non alla cassa di previdenza di categoria, produce un reddito inferiore a 5.000 euro. L'INPS le chiede i contributi, ma i giudici di merito le danno ragione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che l'obbligo iscrizione Gestione Separata per un professionista non dipende dal superamento della soglia di reddito, ma dal carattere 'abituale' dell'attività. L'iscrizione all'albo è un forte indizio di abitualità. La soglia dei 5.000 euro rileva solo per il lavoro autonomo puramente occasionale. L'INPS vince e il caso torna al giudice per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Sospensione prescrizione contributi per sisma aquilano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa emergenziale post-sisma dell'Aquila ha causato la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Un ingegnere aveva contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ottenendo in appello la declaratoria di prescrizione. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che i termini erano stati sospesi, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. È stato inoltre confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti che, essendo anche lavoratori dipendenti, non sono iscritti alla propria cassa di categoria.
Continua »
Gestione separata avvocati: no sanzioni per il 2010
La Cassazione, con la sentenza 11535/2024, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata avvocati sussiste anche per redditi sotto i 5.000 euro se l'attività è abituale. Tuttavia, ha annullato le sanzioni per i contributi del 2010 a causa della pregressa incertezza normativa, accogliendo parzialmente il ricorso di una professionista contro l'ente previdenziale.
Continua »
Obbligo iscrizione gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28729/2024, ha stabilito che gli avvocati non iscritti alla propria cassa di previdenza hanno l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha anche chiarito importanti principi sul calcolo della prescrizione dei contributi, specificando che il termine decorre dalla scadenza del versamento, tenendo conto di eventuali proroghe, e non dalla data della dichiarazione dei redditi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Prescrizione contributi: la proroga DPCM sposta il dies a quo
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato estinto per prescrizione un debito contributivo verso la Gestione Separata. Il principio chiave è che la decorrenza della prescrizione contributi (dies a quo) deve tenere conto delle proroghe dei termini di versamento stabilite da fonti normative come i D.P.C.M., che posticipano l'inizio del conteggio del termine quinquennale.
Continua »
Gestione Separata avvocati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso di una professionista contro l'ente previdenziale in merito ai contributi per la Gestione Separata avvocati relativi all'anno 2009. La Corte ha rigettato il motivo relativo alla prescrizione e all'abitualità dell'attività, confermando l'obbligo contributivo. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo le sanzioni, annullandole in applicazione di una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per i periodi anteriori all'entrata in vigore della legge interpretativa del 2011.
Continua »