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D.L. n. 83 del 2012, art. 54

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109 provvedimenti

Accertamento induttivo: mutuo superiore al prezzo
Una società immobiliare ha subito un accertamento fiscale per maggiori redditi dopo aver dichiarato prezzi di vendita inferiori ai mutui ottenuti per le stesse operazioni. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale accertamento induttivo, stabilendo che la discrepanza tra mutuo e prezzo dichiarato costituisce una presunzione grave, precisa e concordante che inverte l'onere della prova a carico del contribuente. Il ricorso della società è stato rigettato.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un acquirente contesta l'acquisto di un'auto diversa da quella promessa. I tribunali di primo e secondo grado respingono la domanda. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso basato su presunti fatti omessi, applicando il principio della doppia conforme, poiché le due sentenze di merito erano concordi nel merito della questione.
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CCNL applicabile: quale contratto per gli enti pubblici?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul CCNL applicabile a un gruppo di operai stagionali, transitati da una Regione a un'agenzia pubblica strumentale. I lavoratori chiedevano l'applicazione del CCNL Regioni ed Enti Locali in luogo di quello del settore irriguo e forestale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato stabilito che la normativa regionale istitutiva dell'agenzia prevedeva specificamente l'applicazione del CCNL privatistico, rendendo infondata la pretesa dei lavoratori.
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Forma scritta appalto: quando può essere derogata?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21330/2025, ha stabilito che la forma scritta appalto, pattuita contrattualmente per eventuali varianti, può essere derogata tacitamente. Se il committente accetta l'esecuzione di lavori extracontratto e non contesta i costi, si configura una rinuncia implicita alla forma scritta. Il caso riguardava una società di costruzioni che chiedeva il pagamento di opere aggiuntive a una ditta committente. La Corte ha rigettato il ricorso di quest'ultima, confermando le decisioni dei giudici di merito e consolidando il principio secondo cui i comportamenti concludenti delle parti prevalgono sulla forma convenzionale.
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Onere della prova accise: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, confermando che grava sull'amministrazione finanziaria l'onere della prova accise. Non è sufficiente la carica di amministratore per addebitare la responsabilità dell'evasione; l'ente impositore deve fornire prove concrete e specifiche che colleghino la persona all'atto illecito di immissione in consumo. La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza di secondo grado sufficiente, sebbene sintetica, e ha dichiarato inammissibile il tentativo dell'Agenzia di ridiscutere nel merito la valutazione delle prove.
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Natura ente pubblico: limiti del ricorso in Cassazione
Un dipendente di un consorzio chiedeva il trasferimento obbligatorio, sostenendo che fosse un ente pubblico non economico. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta basandosi sullo statuto dell'ente. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interpretazione dello statuto non può essere riesaminata nel merito in sede di legittimità, delineando così i confini della revisione sulla natura ente pubblico.
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Lavoro subordinato di fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato di fatto tra un Ente gestore di un autodromo e due lavoratrici addette alle pulizie. Nonostante la natura non continuativa delle prestazioni, legate agli eventi, la Corte ha ritenuto prevalenti gli indici di subordinazione come l'inserimento nell'organizzazione aziendale e l'assoggettamento al potere direttivo. L'Ente è stato condannato al pagamento delle differenze retributive, stabilendo che la realtà fattuale del rapporto prevale sulla qualificazione formale.
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Impugnazione consumata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una condanna per risarcimento danni da occupazione illegittima. La decisione si fonda sul principio dell'impugnazione consumata, poiché le questioni sollevate erano già state decise in un precedente giudizio di Cassazione su una sentenza non definitiva dello stesso procedimento. La Corte ha rigettato anche il ricorso incidentale dei proprietari dei terreni, confermando la valutazione del danno operata dalla Corte d'Appello.
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Contratto di gestione: qualificazione e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento del danno per una società che aveva interrotto illegittimamente un contratto di gestione di un impianto di carburanti. La sentenza analizza la qualificazione del rapporto come collaborazione coordinata e continuativa e stabilisce i criteri per il calcolo del danno da mancato guadagno, rigettando i motivi di ricorso basati su presunta incompetenza e vizi di motivazione.
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