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D.L. n. 146 del 2021

15 provvedimenti

Impugnazione cartella di pagamento: la Cassazione frena il Fisco
Un contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate - Riscossione per contestare una decisione del Tribunale di Roma relativa a cartelle esattoriali. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rilevato la necessità di approfondire la questione della legittimità dell'impugnazione cartella di pagamento e dell'estratto di ruolo, disponendo il rinvio della causa alla pubblica udienza o alla sezione ordinaria per garantire una decisione approfondita su un tema di forte impatto sociale e giuridico.
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Definizione agevolata dei carichi: la Cassazione ferma il Fisco
I Contribuenti hanno impugnato una cartella di pagamento per imposte degli anni 1985 e 1986, lamentando la duplicazione di un atto precedente. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, I Contribuenti hanno presentato istanza per accedere alla definizione agevolata dei carichi (la cosiddetta rottamazione-ter) ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, impegnandosi a rinunciare al contenzioso. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e del mancato reclamo delle parti, ha disposto la sospensione del giudizio fino al 30 novembre 2023 per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Estratto di ruolo: quando è possibile impugnarlo?
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità dell'impugnazione di un estratto di ruolo qualora il contribuente non dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla riforma del 2021. Nel caso di specie, un cittadino aveva contestato diverse cartelle esattoriali per omessa notifica e intervenuta prescrizione. Nonostante le vittorie nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha applicato retroattivamente l'art. 12, comma 4-bis del D.P.R. 602/1973, rilevando che l'estratto di ruolo non è direttamente impugnabile se non per specifiche esigenze legate ad appalti pubblici o pagamenti della Pubblica Amministrazione.
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Impugnazione Estratto di Ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente ha contestato un debito fiscale scoperto tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è permessa se la relativa cartella di pagamento non è stata notificata. Secondo la Corte, in assenza di una minaccia esecutiva concreta, manca l'interesse ad agire che giustifichi l'azione legale.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21007/2024, ha accolto il ricorso dell'Ente di Riscossione contro un contribuente. Applicando una nuova normativa (jus superveniens), la Corte ha stabilito che per l'impugnazione estratto di ruolo non basta affermare la mancata notifica della cartella di pagamento, ma è necessario dimostrare un concreto e attuale interesse ad agire, ovvero un pregiudizio effettivo. Poiché il contribuente non ha fornito tale prova, il suo ricorso originario è stato dichiarato inammissibile.
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Notifica cartella di pagamento: PDF valido come P7M
Una società ha impugnato due cartelle di pagamento, contestando la validità della notifica di una di esse avvenuta via PEC con un file in formato PDF anziché P7M. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento è valida anche se l'allegato è un PDF con firma PAdES, poiché questa è legalmente equivalente alla firma CAdES (file P7M). Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo al vizio di motivazione sulla prescrizione, applicando le più recenti e restrittive norme processuali.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava un debito tributario tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è sufficiente a giustificare l'azione.
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Estratto di ruolo: quando non è più impugnabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 29047/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda su una nuova normativa (ius superveniens) che esclude l'impugnabilità di tale atto, salvo casi eccezionali. La Corte ha cassato la sentenza precedente senza rinvio, poiché l'azione non avrebbe dovuto essere proposta in origine, compensando le spese legali tra le parti a causa della modifica legislativa intervenuta.
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Iscrizione ipotecaria: il preavviso è sempre obbligo
Un contribuente ha impugnato una iscrizione ipotecaria per mancato preavviso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la comunicazione preventiva è sempre obbligatoria, anche per atti precedenti alla legge del 2011, a tutela del diritto di difesa del cittadino. La sua omissione rende nulla l'iscrizione ipotecaria. La Corte ha inoltre annullato la sentenza d'appello per non aver esaminato l'eccezione del contribuente sulla mancata produzione di documenti da parte dell'Agenzia.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una contribuente impugnava un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale, un requisito noto come 'interesse ad agire'.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è consentita in assenza di un'azione esecutiva. Per agire, il debitore deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla sola iscrizione a ruolo, in linea con le recenti normative e la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile?
Un contribuente sfida un prospetto di sintesi e un estratto di ruolo dopo aver richiesto una definizione agevolata, lamentando la mancata notifica delle cartelle sottostanti. La Corte di Cassazione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo e di atti simili è inammissibile. Senza la prova di un pregiudizio specifico e attuale, il contribuente non ha l'interesse ad agire necessario per avviare la causa, che viene quindi dichiarata inammissibile sin dall'origine.
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Notifica estero AIRE: onere della prova dell’Agenzia
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un atto fiscale a un cittadino italiano iscritto all'AIRE deve essere primariamente tentata all'indirizzo estero registrato. Se questa fallisce, l'Amministrazione finanziaria ha l'onere di effettuare ulteriori ricerche per reperire il contribuente, anche tramite gli uffici consolari, prima di poter considerare valida la notifica. In questo caso, la Corte ha annullato la decisione di merito che riteneva sufficiente la notifica all'ultimo domicilio fiscale in Italia, sottolineando l'importanza di una corretta procedura di notifica estero AIRE a tutela dei diritti del contribuente.
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TOSAP agevolata per produttori di energia: la Cassazione
Un comune ha contestato l'applicazione della TOSAP agevolata a una società di produzione di energia idroelettrica per le sue infrastrutture su suolo pubblico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, stabilendo che la produzione di energia è un'attività strumentale al servizio pubblico di distribuzione. La Corte ha argomentato che l'intera filiera energetica, dalla produzione alla fornitura finale, costituisce una rete integrata e unitaria. Di conseguenza, anche le aziende di produzione hanno diritto al regime fiscale di favore previsto per i servizi pubblici. Anche il ricorso incidentale della società su aspetti procedurali è stato rigettato.
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Notifica PEC indirizzo non ufficiale: quando è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica PEC da indirizzo non ufficiale della Pubblica Amministrazione è valida se il destinatario ha potuto esercitare il proprio diritto di difesa. Il caso riguardava una società che aveva impugnato avvisi di addebito e cartelle di pagamento, contestando la validità delle notifiche ricevute da un indirizzo PEC non presente nei pubblici elenchi. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'irregolarità formale del mittente non causa la nullità dell'atto se lo scopo della comunicazione è stato raggiunto senza pregiudizio per il difensore.
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