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d.l. n. 13 del 2023, art. 40, comma 3

61 provvedimenti

Definizione agevolata: come estingue il processo
Due contribuenti, dopo aver impugnato un avviso di liquidazione, hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della procedura tramite elenchi forniti dall'Amministrazione Finanziaria, ha dichiarato estinto il processo tributario, ponendo le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Avendo la società documentato la domanda di definizione e il relativo pagamento, la Corte ha accertato il venir meno della materia del contendere, chiudendo definitivamente la controversia.
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Notifica coobbligato: basta uno per la decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di obbligazioni tributarie solidali, la notifica di una cartella di pagamento a un solo coobbligato è sufficiente a impedire la decadenza del diritto di riscossione per tutti gli altri. Nel caso esaminato, un'erede aveva impugnato una cartella ricevuta oltre i termini, ma la Corte ha dato ragione all'Agente della Riscossione poiché altri coeredi l'avevano ricevuta tempestivamente. La decisione chiarisce che il termine di decadenza previsto dalla normativa fiscale è unico e la sua interruzione ha effetto per tutti i debitori in solido.
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Memorie illustrative: Cassazione chiarisce il loro uso
Un contribuente impugna un accertamento basato sul redditometro. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, chiarendo che le memorie illustrative servono a specificare le difese già introdotte nell'atto iniziale e non a presentare nuove eccezioni. La corte di merito aveva errato nel non considerare le prove fornite dal contribuente in tali memorie, che dimostravano come un mutuo eccedente il costo di un immobile fosse stato usato per altre spese. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e una associazione sportiva. La decisione non entra nel merito della lite fiscale, ma si basa sull'adesione dell'Agenzia a una definizione agevolata prevista da una legge del 2022, che ha permesso di chiudere la controversia in modo definitivo. Le spese del procedimento restano a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione giudizio tributario: la pace fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario tra un'associazione sportiva e l'Amministrazione Finanziaria. La causa, relativa alla revoca di un regime fiscale agevolato, è stata conclusa anticipatamente perché le parti hanno aderito alla definizione agevolata, nota come 'pace fiscale'. Di conseguenza, il processo è stato interrotto e le spese legali sono rimaste a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una contribuente impugna due avvisi di accertamento IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale annulla l'avviso per il 2007 ma conferma quello per il 2008. In Cassazione, la contribuente aderisce alla definizione agevolata per l'anno 2008. La Suprema Corte rileva d'ufficio il giudicato interno sull'annullamento del 2007 (non impugnato dall'Agenzia) e dichiara estinto il processo per il 2008 a seguito della definizione agevolata, chiudendo così l'intera controversia.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo ad avvisi di accertamento IRES e IRAP. La decisione è seguita alla presentazione, da parte delle società contribuenti, di una domanda di definizione agevolata liti ai sensi della L. 197/2022, con relativo pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha applicato la normativa che prevede l'estinzione del giudizio in questi casi, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4834/2024, ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo ad accertamenti IRES, IVA e IRAP. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Corte ha confermato che la presentazione della domanda e il pagamento degli importi dovuti comportano la chiusura del giudizio, la compensazione delle spese legali e l'inapplicabilità della sanzione del doppio contributo unificato.
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Definizione Agevolata: estinzione del giudizio
Una contribuente impugna in Cassazione un accertamento fiscale. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio senza entrare nel merito dei motivi di ricorso, confermando l'efficacia dello strumento deflattivo del contenzioso.
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Definizione agevolata: quando il Fisco perde il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società e i suoi soci, dopo aver ricevuto otto avvisi di accertamento, hanno aderito alla definizione agevolata per sette di essi. L'Agenzia delle Entrate ha proseguito il ricorso per l'unico avviso non sanato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il Fisco non può emettere nuovi accertamenti basati su elementi già in suo possesso. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse, essendo la lite estinta dalla definizione agevolata.
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Diniego definizione agevolata: motivazione necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di diniego di definizione agevolata emesso dall'Agenzia delle Entrate perché la motivazione era incomprensibile e contraddittoria. Una società aveva richiesto di aderire alla definizione agevolata, ma l'Agenzia ha rigettato l'istanza con un atto che riportava dati numerici contrastanti senza alcuna spiegazione. La Corte ha stabilito che un atto di diniego deve essere motivato in modo chiaro e comprensibile per consentire al contribuente di esercitare il proprio diritto di difesa. L'assenza di una motivazione chiara rende l'atto illegittimo.
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Cessazione materia del contendere per condono fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale relativa a una plusvalenza su terreni edificabili. La decisione è seguita all'adesione del contribuente a una definizione agevolata (condono fiscale), che ha regolarmente estinto il debito tributario mentre il giudizio era ancora pendente, rendendo di fatto inutile la prosecuzione del processo.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario relativo a un avviso di accertamento IRPEF nei confronti di alcuni soci di un'associazione culturale. La controversia, giunta al terzo grado di giudizio dopo due decisioni favorevoli ai contribuenti, si è conclusa non con una pronuncia nel merito, ma a seguito dell'adesione dei ricorrenti alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Corte ha stabilito che, in questi casi, le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: processo tributario estinto
Un'associazione culturale ottiene l'annullamento di un avviso di accertamento. L'Amministrazione Finanziaria ricorre in Cassazione, ma aderisce alla definizione agevolata delle controversie. La Corte Suprema dichiara quindi estinto il processo, chiarendo che le spese restano a carico di chi le ha sostenute e non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un'associazione culturale contestava un avviso di accertamento fiscale relativo a indennità di trasferta non correttamente documentate. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Tuttavia, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo perché le parti hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una procedura che consente di chiudere le controversie fiscali attraverso un accordo con l'Amministrazione Finanziaria, ponendo fine al contenzioso.
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Estinzione processo tributario: definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra una società immobiliare e l'Agenzia delle Entrate. La causa si è conclusa perché la società ha aderito alla definizione agevolata (o "pace fiscale") prevista dalla Legge n. 197/2022. L'inclusione della controversia in un apposito elenco trasmesso dall'Agenzia, senza un successivo diniego, è stata ritenuta prova sufficiente della regolarizzazione, portando alla chiusura del caso. Le spese legali rimangono a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e una società a seguito dell'adesione di quest'ultima alla definizione agevolata delle liti pendenti. L'inserimento della controversia nell'elenco trasmesso dall'Agenzia è stato ritenuto prova sufficiente della regolare definizione, comportando la cessazione del giudizio. Le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione processo tributario: decreto Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra un'associazione sportiva e l'Agenzia delle Entrate. La decisione si basa sull'adesione dell'associazione a una procedura di definizione agevolata delle liti, come documentato dall'inserimento della controversia in un elenco trasmesso dall'Agenzia. Questo atto, in assenza di diniego, è sufficiente a determinare l'estinzione del processo tributario, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra una società di consulenza e l'Agenzia delle Entrate. La decisione è scaturita dall'adesione delle parti alla procedura di definizione agevolata delle controversie, come previsto dalla legge 197/2022. L'inserimento della lite in un apposito elenco trasmesso dall'Agenzia ha costituito prova della regolarizzazione, portando alla chiusura del caso. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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