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D.L. n. 119 del 2014

7 provvedimenti

Convalida DASPO: i limiti del ricorso in Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida DASPO con obbligo di firma. Si conferma che la pericolosità sociale, desunta da condotte gravi e precedenti specifici, giustifica la misura. La Corte ribadisce che la motivazione sulla necessità e urgenza è richiesta solo per l'esecuzione anticipata e che la durata massima è legittima in caso di recidiva.
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Convalida DASPO: l’obbligo di motivazione del GIP
Un soggetto ricorre contro la convalida di un provvedimento del Questore che imponeva l'obbligo di firma per dieci anni. La Cassazione annulla la decisione del GIP, ritenendo la motivazione carente e meramente assertiva. Il giudice della convalida DASPO deve svolgere un controllo sostanziale ed esaustivo sui presupposti della misura, non un mero controllo formale.
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Daspo recidivi: la durata massima è giustificata?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un tifoso contro un Daspo della durata di otto anni, emesso a seguito di gravi episodi di violenza all'estero. Il ricorrente lamentava la violazione dei termini di convalida e la mancanza di motivazione sulla durata. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che i termini procedurali erano stati rispettati e che la pericolosità concreta del soggetto, già destinatario di precedenti Daspo recidivi, giustificava pienamente l'applicazione della sanzione nella sua massima estensione.
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Convalida Daspo: annullata per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida Daspo emessa nei confronti di un tifoso. La ragione principale risiede nella totale assenza di motivazione, da parte del Giudice per le Indagini Preliminari, riguardo alla pericolosità sociale concreta e attuale del soggetto. Secondo la Corte, tale valutazione è indispensabile anche in caso di recidiva, per non svuotare di significato il controllo giurisdizionale sulla limitazione della libertà personale. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per una nuova valutazione.
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Obbligo di presentazione: legittima la doppia firma
Un tifoso, resosi protagonista di gravi atti di violenza durante un incontro di pallacanestro, ha impugnato il provvedimento che gli imponeva un obbligo di presentazione alla polizia con doppia firma per sei anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità della misura. Secondo i giudici, la pericolosità concreta del soggetto e la sua recidività giustificano sia la lunga durata, sia la doppia firma, necessaria a prevenire disordini non solo durante, ma anche dopo la fine dell'evento sportivo.
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Obbligo di presentazione: legittimo se proporzionato
Un tifoso sanzionato con l'obbligo di presentazione alla polizia per sei anni ha fatto ricorso, contestando la durata e la doppia firma. La Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo la misura proporzionata alla gravità dei fatti e alla pericolosità del soggetto, giustificando anche la doppia firma come necessaria a prevenire tafferugli post-partita.
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DASPO: Convalida e durata per tifoso recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida di un DASPO della durata di cinque anni. La Corte ha ribadito che il giudice della convalida deve effettuare un controllo completo sui presupposti della misura, inclusa la pericolosità del soggetto e la congruità della durata. In questo caso, la pericolosità era provata da video e la durata di cinque anni è stata ritenuta corretta poiché il soggetto era recidivo, come previsto dalla normativa vigente.
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