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D.L. n. 1 del 2012

6 provvedimenti

Omicidio Colposo: Cassazione Annulla Liquidazione Spese Processuali
Un imputato è stato condannato per omicidio colposo aggravato. La Corte d'Appello ha disposto la rifusione delle spese legali alle Parti Civili. Tuttavia, le Parti Civili hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la modalità di calcolo di tali spese. Hanno sostenuto che la Corte d'Appello non aveva rispettato i parametri per la corretta liquidazione spese processuali, operando una valutazione unitaria e non motivata. La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza nella parte relativa alla liquidazione delle spese e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Compenso per espropriazione: i nuovi parametri
Un professionista ha impugnato la liquidazione del suo compenso per una perizia di stima in una procedura di espropriazione, contestando sia l'autorità della società concessionaria a liquidare, sia i criteri di calcolo utilizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimazione della società in quanto autorità espropriante delegata e stabilendo che, a seguito dell'abolizione delle tariffe professionali, il compenso per espropriazione deve essere calcolato secondo i parametri del D.M. 140/2012 e non più con le vecchie tariffe. Il criterio a vacazioni è stato ritenuto solo residuale.
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Simul stabunt simul cadent: uso distorto e revoca
Un amministratore delegato, revocato a seguito delle dimissioni dell'intero cda in base alla clausola `simul stabunt simul cadent`, ha chiesto il risarcimento danni per revoca abusiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva escluso un uso distorto della clausola, poiché la valutazione dei fatti spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Giudicato esterno: sentenza blocca una nuova causa
Un correntista cita in giudizio una banca per il protesto di alcuni assegni. La Corte di Cassazione dichiara la domanda inammissibile a causa del principio del giudicato esterno. Una precedente sentenza, passata in giudicato, aveva già accertato che il cliente aveva superato il limite del fido concesso, legittimando così sia il recesso della banca sia il protesto degli assegni. Questo accertamento di fatto, essendo un punto fondamentale comune a entrambe le cause, non poteva essere riesaminato.
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Rivalsa IVA: la Cassazione tutela il fornitore
Una società di servizi, dopo aver pagato l'IVA accertata dall'Agenzia delle Entrate per prestazioni inizialmente fatturate in esenzione, ha agito in giudizio per recuperare tale importo dal proprio cliente. I giudici di primo e secondo grado avevano negato questo diritto, applicando una vecchia normativa nazionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il divieto di rivalsa IVA era contrario al principio di neutralità dell'IVA sancito dal diritto dell'Unione Europea. Pertanto, il giudice nazionale ha il dovere di disapplicare la norma interna e riconoscere il diritto del fornitore di recuperare l'imposta, garantendo che il peso del tributo ricada sul consumatore finale e non sull'impresa.
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Azione revocatoria e conferimento beni: la Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società, confermando l'inefficacia di un conferimento d'azienda. Un debitore aveva trasferito i propri beni immobili in una società da lui amministrata, pregiudicando la garanzia patrimoniale di una banca creditrice. La Suprema Corte chiarisce i presupposti dell'azione revocatoria in ambito societario, i limiti di competenza del Tribunale delle Imprese e i soggetti legittimati passivi.
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