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D.L. 30 marzo 2023, n. 34

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Sospensione del processo tributario: sì alla tregua fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una contribuente un avviso di accertamento per maggiori imposte IRPEF, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha depositato un'istanza per ottenere la sospensione del processo tributario, avvalendosi della tregua fiscale prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la definizione agevolata della controversia.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
I contribuenti hanno impugnato un avviso di rettifica e liquidazione per imposte di registro, ipotecarie e catastali relative a una compravendita immobiliare del 2007. Durante il giudizio in Cassazione, i ricorrenti hanno chiesto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), domandando la sospensione del processo. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza di tutti i requisiti di legge (pendenza della lite tributaria al primo gennaio 2023 e assenza di esclusioni europee), ha accolto l'istanza. Di conseguenza, la Corte ha disposto la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione Agevolata IMU: Lite Fiscale Annullata, Vince il Ricorso
Una contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per IMU non versata, emesso da un Comune. Mentre la causa era pendente davanti alla Corte di Cassazione, la contribuente ha aderito alla cosiddetta 'tregua fiscale', presentando domanda di definizione agevolata dei tributi locali. Avendo pagato la prima rata richiesta, ha chiesto alla Corte di dichiarare la fine del processo. La Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo che l'adesione alla procedura e il relativo pagamento perfezionano la definizione agevolata, causando l'estinzione automatica del giudizio. La lite si è quindi conclusa senza una decisione sul merito della questione, ma per cessazione della materia del contendere.
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Pace Fiscale blocca la Cassazione: Sospensione processo tributario
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate che contestava la deducibilità di alcuni costi e riscontrava maggiori ricavi. La controversia è arrivata fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, la società ha presentato istanza per aderire alla 'definizione agevolata' (una forma di pace fiscale) prevista da una nuova legge. Di conseguenza, la Corte ha emesso un'ordinanza di sospensione del processo tributario. La causa è stata quindi messa in pausa, in attesa di vedere l'esito della procedura di definizione agevolata, senza entrare nel merito delle questioni fiscali contestate.
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Definizione Agevolata: Sanzioni Annullate e Processo Estinto
Un'azienda aveva ottenuto l'annullamento di sanzioni per il mancato pagamento di accise, poiché in procedura di concordato preventivo. L'Agenzia delle Dogane ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il processo, l'azienda ha aderito alla definizione agevolata prevista da una nuova legge, una speciale sanatoria per le liti fiscali. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, non ha deciso nel merito della questione ma ha dichiarato il processo estinto. La legge permetteva infatti di definire la lite sulle sole sanzioni senza alcun pagamento. L'azienda ha così vinto, chiudendo definitivamente la controversia.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza relativa alla revoca delle agevolazioni prima casa per un immobile ritenuto di lusso. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di **definizione agevolata** ai sensi della Legge di Bilancio 2023, fornendo prova del pagamento degli importi dovuti. La Corte di Cassazione ha preso atto della regolarizzazione della posizione fiscale e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Motivazione avviso accertamento IMU: il caso risolto
Un fondo pensione ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IMU, lamentando la carente motivazione riguardo al diniego di un'esenzione. Dopo essere risultato soccombente nei primi due gradi di giudizio, il fondo ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'importo dovuto. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito della questione sulla motivazione dell'avviso di accertamento.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Un Comune ricorre in Cassazione per una controversia IMU relativa all'esenzione per un immobile concesso in comodato a una Onlus. Tuttavia, il giudizio si conclude con un'ordinanza di estinzione. La contribuente, infatti, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla L. 197/2022, pagando quanto dovuto. La Corte, preso atto dell'adesione e del pagamento, dichiara estinto il processo, come previsto dalla normativa sulla sanatoria, senza decidere nel merito della questione tributaria.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società di servizi impugnava una sentenza che annullava un accertamento ICI per prescrizione e violazione del principio del 'ne bis in idem'. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito della questione. Il giudizio è stato dichiarato estinto poiché i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata, una procedura che permette di chiudere le liti fiscali pagando un importo forfettario, ponendo fine al contenzioso in corso.
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Definizione agevolata: notifiche e pagamenti
La Cassazione accoglie il ricorso di una società, stabilendo che per la definizione agevolata l'Agenzia delle Entrate deve notificare gli atti al difensore e non alla parte. Inoltre, ai fini del calcolo, si devono scomputare tutti gli importi già versati, anche a titolo di sanzioni e interessi. La procedura si perfeziona con la sola domanda se il dovuto è già stato pagato.
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