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d.l. 30 marzo 2023, n. 34, art. 20

10 provvedimenti

Nullità della notifica: appello fiscale bloccato da un errore
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, emerge un vizio procedurale: l'atto è stato notificato all'Avvocatura dello Stato invece che direttamente all'Agenzia delle Entrate, che non era difesa dall'Avvocatura nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della notifica, specificando però che si tratta di un vizio sanabile e non di un errore irreparabile. Di conseguenza, ha sospeso il giudizio e ha ordinato alla società di ripetere la notifica in modo corretto entro 60 giorni. La decisione finale sul merito della controversia e sulla richiesta di definizione agevolata è stata quindi posticipata per garantire il rispetto delle regole processuali.
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Sospensione processo tributario: Fisco bloccato dalla tregua fiscale
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento del Fisco, basato su una stima del suo reddito fondata sulle spese sostenute. Mentre la causa era pendente in Cassazione, il contribuente ha chiesto di aderire alla 'tregua fiscale', una procedura per chiudere le liti con l'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, applicando la nuova legge, ha concesso la sospensione del processo tributario. La decisione non entra nel merito della lite, ma congela temporaneamente il giudizio per consentire al contribuente di finalizzare la procedura di definizione agevolata.
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Definizione agevolata tributi: estinzione del processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della definizione agevolata tributi su un contenzioso pendente. Il caso riguardava una controversia tra l'Agenzia Fiscale e una società energetica per sanzioni su accise non versate. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022. La Corte, prendendo atto dell'istanza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza entrare nel merito della questione, stabilendo che le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della richiesta di definizione agevolata da parte del contribuente. Il caso, originato da un avviso di liquidazione per imposte ipotecarie su una garanzia concessa nell'ambito di una transazione fiscale, si conclude senza una decisione nel merito, evidenziando l'efficacia degli strumenti di tregua fiscale nel chiudere le controversie pendenti.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8855/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario in seguito all'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La controversia, originata da una riqualificazione fiscale operata dall'Agenzia delle Entrate, non è stata decisa nel merito, poiché l'accesso alla procedura di sanatoria ha prevalso, chiudendo definitivamente il contenzioso.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante l'imposta di registro su un conferimento di fondi gravati da debiti. La controversia è terminata non con una decisione sul merito, ma a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione quater"). I ricorrenti hanno presentato istanza e documentazione attestante il pagamento, soddisfacendo i requisiti di legge e portando la Corte a chiudere il procedimento, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estingue il processo tributario
Una società di riscossione ricorre in Cassazione contro una sentenza favorevole a un contribuente in una disputa su un'ingiunzione di pagamento IMU. La controversia verteva sulla legittimità dell'atto e sulla titolarità dell'immobile. Tuttavia, la Corte Suprema non entra nel merito, ma dichiara l'estinzione del giudizio perché il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'importo previsto dalla legge. La decisione evidenzia come questo strumento normativo prevalga sulla prosecuzione del contenzioso.
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Definizione agevolata coobbligati: effetti estesi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario per cessata materia del contendere. La controversia, relativa a un avviso di liquidazione per imposta ipotecaria e catastale, è stata risolta perché uno dei coobbligati in solido ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte ha stabilito che, in virtù del principio di solidarietà, il perfezionamento della definizione da parte di un condebitore ha un effetto liberatorio che si estende a tutti gli altri, cancellando il debito d'imposta per l'intera obbligazione.
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Utili extra-bilancio: la prova a carico del socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2464/2025, ha ribadito che in una società a ristretta base sociale, gli utili extra-bilancio accertati si presumono distribuiti ai soci. L'onere della prova per superare tale presunzione ricade sul socio, il quale deve dimostrare in modo specifico che gli utili sono stati accantonati, reinvestiti o che egli era completamente estraneo alla gestione sociale. Nel caso di specie, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza di merito che aveva erroneamente ritenuto sufficienti prove generiche fornite dal contribuente. La posizione di un socio è stata invece archiviata per adesione alla definizione agevolata.
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Accertamento presuntivo: il mutuo svela il prezzo
Un imprenditore edile ha contestato un accertamento presuntivo basato su maggiori ricavi dalla vendita di immobili. L'Agenzia delle Entrate ha utilizzato come prova principale l'erogazione di mutui agli acquirenti per importi superiori ai prezzi dichiarati. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale metodo, stabilendo che un singolo elemento presuntivo, se grave e preciso come lo scostamento tra mutuo e prezzo, è sufficiente per giustificare la rettifica. La Corte ha inoltre specificato che il giudice tributario non può decidere secondo equità, ma deve applicare strettamente le norme di diritto.
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