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D.L. 3 maggio 1991, n. 143

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Segnalazione operazioni sospette: l’obbligo preventivo
Il Ministero dell'Economia sanzionò una banca per omessa segnalazione di operazioni sospette relative a cospicui versamenti in contanti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, stabilendo che la valutazione sulla sospettosità di un'operazione non può basarsi sulla legalità dell'operazione finale (ex post), ma deve concentrarsi preventivamente sull'origine dei fondi, specialmente se in contanti, ribaltando la decisione d'appello.
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Obbligo di segnalazione: quando scatta per l’intermediario
La Corte di Cassazione conferma una sanzione a carico di due fiduciari per omesso rispetto dell'obbligo di segnalazione di operazioni sospette. La sentenza chiarisce che il dovere di segnalare sorge in presenza di una serie di indici di anomalia (come l'ingente valore delle operazioni sproporzionato ai redditi dichiarati e l'uso di controparti offshore), senza che sia necessaria la prova di un'attività illecita. La valutazione dell'intermediario deve essere un giudizio prognostico 'ex ante', basato sugli elementi a sua disposizione.
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Notifica atto tributario: le regole per la validità
La Cassazione chiarisce che la notifica di un atto tributario tramite posta privata non autorizzata è nulla, non inesistente. Sebbene sanabile con la costituzione in giudizio del destinatario, la sanatoria non sana la tardività del ricorso, che resta inammissibile se la ricezione avviene oltre i termini di legge.
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Sanzioni antiriciclaggio: la Cassazione e il favor rei
Un istituto di credito e un suo dirigente sono stati sanzionati per non aver segnalato operazioni sospette. La Corte di Cassazione, pur confermando la violazione, ha cassato la sentenza per quanto riguarda l'importo della sanzione. È stato affermato che, in materia di sanzioni antiriciclaggio, deve sempre essere applicata la legge successiva più favorevole (principio del favor rei o lex mitior), anche d'ufficio dal giudice. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per rideterminare la sanzione secondo la normativa più mite.
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Accertamenti bancari: la soglia antiriciclaggio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22292/2024, ha stabilito che la soglia di 12.500 euro della normativa antiriciclaggio non si applica agli accertamenti bancari. Il provvedimento chiarisce che le indagini fiscali non hanno limiti di valore per l'acquisizione di dati finanziari, comprese le operazioni 'extra conto'. Viene inoltre confermata la presunzione di distribuzione degli utili non dichiarati ai soci di società a ristretta base sociale.
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Recidiva reiterata: quando è applicabile? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1993/2024, ha affrontato il caso di un individuo condannato per ricettazione e indebito utilizzo di carte di pagamento. La Corte ha chiarito due principi fondamentali: primo, ricevere una carta rubata e poi utilizzarla costituisce due reati distinti in concorso tra loro e non un reato unico. Secondo, e più importante, ha annullato la sentenza di appello sul punto della recidiva reiterata, specificando che per la sua applicazione sono necessarie almeno due condanne definitive precedenti al nuovo reato, non una sola. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova determinazione della pena.
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Operazioni sospette: obbligo di segnalazione bancaria
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva escluso la responsabilità di un direttore di filiale per la mancata segnalazione di operazioni sospette. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di segnalazione non richiede la prova di un illecito, ma scaturisce da una valutazione complessiva di tutti gli indici di anomalia (come importi elevati, trasferimenti contestuali, controparti estere), imponendo un approccio olistico e non frammentato alla gestione del rischio di riciclaggio.
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