LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8-bis

0 provvedimenti

Prescrizione Contributi Previdenziali: L’Ente Previdenziale perde in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che un Ente Previdenziale non può richiedere il pagamento di contributi sociali se la *prescrizione contributi previdenziali* è già maturata. Il caso riguardava una Cooperativa che aveva ricevuto una cartella di pagamento per contributi riferiti al periodo 1999-2001, notificata nel 2011. La Corte d'Appello aveva dichiarato tali contributi prescritti. La Suprema Corte ha ribadito che, in materia previdenziale, la prescrizione opera di diritto e il giudice può rilevarla d'ufficio, purché i fatti siano acquisiti al processo. Il ricorso dell'Ente Previdenziale è stato rigettato, con condanna al pagamento delle spese legali.
Continua »
Fisco vs Azienda: Accertamento IRAP annullato, cessazione materia del contendere
Un'Azienda ha contestato un accertamento IRAP, ma l'Agenzia delle Entrate ha sorprendentemente annullato l'atto in autotutela. Questa mossa ha portato alla cessazione della materia del contendere in Cassazione, estinguendo il giudizio. La decisione sottolinea come un ripensamento del Fisco possa risolvere una controversia complessa, con le spese legali compensate tra le parti.
Continua »
Azienda vs Ente: la Cassazione sospende il caso per rinvio
Un'Azienda energetica si era vista dichiarare inammissibile il proprio ricorso in Cassazione per un vizio di forma. L'Azienda ha impugnato tale decisione. La Suprema Corte, rilevando che questioni giuridiche simili erano già al vaglio delle sue Sezioni Unite, ha deciso di non pronunciarsi subito. Ha quindi disposto il **rinvio della causa in Cassazione**, sospendendo di fatto il giudizio. Questa scelta serve a garantire uniformità di giudizio, attendendo che l'organo supremo della Corte stabilisca un principio di diritto valido per tutti. Al momento, nessuna delle parti ha vinto: il processo è in pausa.
Continua »
Fatture inesistenti: la Cassazione sospende per la pace fiscale
Un'azienda del settore metallurgico riceve un avviso di accertamento per aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse da un fornitore risultato essere una società 'fantasma'. L'Agenzia delle Entrate contesta quindi la deduzione dei costi e la detrazione dell'IVA, recuperando le imposte (IRES, IRAP, IVA) con sanzioni e interessi. La vicenda arriva fino in Corte di Cassazione. Qui, però, il processo non giunge a una decisione sul merito della frode. La Corte, infatti, sospende il giudizio perché l'azienda ha fatto richiesta di accedere alla 'definizione agevolata della lite', una sorta di pace fiscale. La sentenza sul caso delle fatture false è quindi rinviata, in attesa che si concluda la procedura di sanatoria.
Continua »
Rimborso ritenute non residenti: la Cassazione decide
Una società e una professionista francesi hanno ottenuto il rimborso di ritenute fiscali applicate in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che, ai fini del rimborso delle ritenute fiscali basato sulle convenzioni contro le doppie imposizioni, è sufficiente la dimostrazione della residenza fiscale nell'altro Stato, senza necessità di ulteriori certificazioni specifiche, a meno che non si tratti di una richiesta di riduzione o esenzione d'imposta.
Continua »
Successione nei debiti: la Regione paga?
Un professionista ha citato in giudizio un ente regionale per ottenere il pagamento di compensi professionali maturati nei confronti di un consorzio di bonifica. La controversia nasce dal trasferimento di opere pubbliche incompiute dal consorzio alla regione. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, ha stabilito che si verifica una successione nei debiti, ma limitatamente ai rapporti giuridici relativi alle specifiche opere trasferite. Pertanto, la regione è tenuta a pagare solo i compensi per i progetti oggetto del subentro, escludendo quelli per opere già completate o estranee al trasferimento.
Continua »
Capacità di succedere: eredi non concepiti esclusi
Una testatrice nel 1875 lascia i suoi beni a un orfanotrofio, prevedendo che, in caso di sua soppressione, l'eredità torni ai suoi "eredi legittimi". Un discendente, nato decenni dopo, rivendica i beni sostenendo che la condizione si sia avverata. La Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo il principio fondamentale della capacità di succedere: questa va valutata al momento dell'apertura della successione. Poiché il ricorrente non era neanche concepito al momento della morte della testatrice, è legalmente incapace di ereditare, rendendo la clausola testamentaria inefficace nei suoi confronti.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha presentato ricorso contro un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su una recente modifica legislativa secondo cui l'impugnazione estratto di ruolo non è un atto autonomamente contestabile. Il ricorrente deve dimostrare di subire un pregiudizio concreto e attuale dall'iscrizione a ruolo per poter agire in giudizio, prova che in questo caso non è stata fornita.
Continua »
Remunerazione specializzazione medica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4050/2023, ha negato il diritto alla remunerazione per la specializzazione medica a dottori i cui corsi non erano esplicitamente elencati nelle direttive europee di riferimento. La Corte ha stabilito che l'inclusione del corso in tali elenchi, o la sua concreta equipollenza, rappresenta un 'fatto costitutivo' del diritto. Questo significa che spetta al medico che agisce in giudizio l'onere di allegare e provare tale circostanza sin dal primo grado. Inoltre, l'equipollenza non può essere desunta da decreti nazionali validi solo per altri fini, come i concorsi pubblici, ma deve essere accertata nel merito dal giudice.
Continua »
Definizione agevolata: sospensione del processo
Una società contesta un avviso di accertamento per violazione del termine dilatorio di 60 giorni. Il caso arriva in Cassazione, dove la società chiede la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata della lite, prevista da una recente normativa. La Corte, accogliendo l'istanza, sospende il processo, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della conclusione della procedura di definizione agevolata.
Continua »
Neutralizzazione contributiva: la Cassazione chiarisce
La Cassazione si è pronunciata sulla neutralizzazione contributiva per il calcolo della pensione. Ha respinto l'estensione del principio oltre l'ultimo quinquennio per i regimi post-1992, ma ha accolto il ricorso per omessa pronuncia, stabilendo che la richiesta di un periodo più lungo include implicitamente quella per un periodo minore (cinque anni), che la Corte d'Appello avrebbe dovuto esaminare.
Continua »
Rimborso credito IVA: onere della prova senza limiti
Una società finanziaria si è vista negare un rimborso credito IVA perché la documentazione a supporto, risalente a oltre dieci anni prima, non è stata fornita. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11417/2024, ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può sempre verificare l'esistenza di un credito per cui si chiede il rimborso, anche se i termini per l'accertamento fiscale sono scaduti. L'onere della prova resta sempre a carico del contribuente, che non può invocare il superamento del termine decennale di conservazione delle scritture contabili per giustificare la mancata produzione dei documenti.
Continua »
Sanzione disciplinare: competenza e negligenza
Un professionista riceve una sanzione disciplinare di 13 mesi di sospensione per violazioni deontologiche. La Corte di Cassazione rigetta il suo ricorso, chiarendo che la competenza professionale non è solo un titolo formale, ma la capacità concreta di svolgere un incarico. La negligenza nell'esecuzione può essere indice di un'inadeguata competenza iniziale. La Corte conferma la congruità della sanzione disciplinare professionista applicata.
Continua »