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d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 91-bis

19 provvedimenti

Esenzione IMU scuola paritaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto all'esenzione IMU per una scuola paritaria gestita da un istituto religioso. L'ordinanza chiarisce che per ottenere il beneficio fiscale non è sufficiente dimostrare una perdita di bilancio. Il criterio decisivo è la natura del corrispettivo richiesto agli utenti: se la retta non è 'simbolica' ma si avvicina ai valori di mercato, l'attività è considerata commerciale e soggetta a imposta. La sentenza ha quindi negato l'esenzione IMU alla scuola paritaria, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Esenzione ICI enti ecclesiastici: onere della prova
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un istituto religioso contro un avviso di accertamento ICI. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova per l'esenzione ICI enti ecclesiastici: per immobili destinati esclusivamente ad attività di religione e culto, l'ente deve solo dimostrare la sua natura ecclesiastica e la destinazione dell'immobile. Spetta poi all'ente impositore provare l'eventuale esercizio di un'attività commerciale. La sentenza di merito è stata cassata per aver erroneamente addossato all'ente l'onere di provare la modalità non commerciale dell'attività di culto.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la Cassazione
Un ente non commerciale, proprietario di un immobile, ne concedeva una porzione in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche a fronte di un canone annuo irrisorio. Il Comune negava l'esenzione ICI, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione, a fronte di una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha cassato la precedente sentenza. Ha rinviato la causa al giudice di merito per verificare se l'esenzione rientri nei limiti del regime "de minimis" e per accertare la natura del contratto (locazione o comodato) e la non commercialità delle attività svolte. La decisione sottolinea l'importanza di conformarsi al diritto unionale in materia di aiuti di Stato anche per le agevolazioni fiscali nazionali.
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Esenzione IMU scuole: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU a un istituto scolastico religioso, stabilendo che la sua attività didattica aveva natura commerciale. La decisione si fonda sull'analisi dei bilanci, che mostravano utili d'esercizio consistenti derivanti dalle rette pagate dagli studenti. Secondo la Corte, per beneficiare dell'agevolazione, il corrispettivo richiesto deve essere puramente "simbolico" e coprire solo una minima frazione dei costi, condizione non soddisfatta nel caso di specie. La sentenza chiarisce che lo status di ente non profit o di scuola paritaria non è sufficiente a garantire l'esenzione se l'attività è gestita con criteri economici.
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Esenzione ICI enti non profit: la regola de minimis
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esenzione ICI per gli enti non profit. Un istituto religioso si era visto negare l'esenzione per le sue attività didattiche e ricettive, considerate di natura commerciale. La Suprema Corte, pur confermando che le rette percepite non erano 'simboliche', ha cassato la sentenza per un motivo dirimente: la mancata verifica della regola 'de minimis' sugli aiuti di Stato. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per accertare se il beneficio fiscale, pur qualificabile come aiuto di Stato, rientri nella soglia consentita dalla normativa europea, salvaguardando così l'esenzione.
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Esenzione IMU immobili misti: obbligo dichiarazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20290/2024, ha confermato che per beneficiare dell'esenzione IMU su immobili a uso misto, gli enti non commerciali devono presentare un'apposita dichiarazione. In assenza di tale adempimento, l'esenzione IMU per immobili misti non può essere riconosciuta, anche se la parte commerciale è minoritaria. La sentenza ha rigettato il ricorso di un ente ecclesiastico contro un avviso di accertamento del Comune, ribadendo che la dichiarazione specifica è un onere informativo imprescindibile per il contribuente.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
Una congregazione religiosa ha richiesto l'esenzione IMU per immobili con uso misto (scolastico/ricettivo e residenziale/culto). La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per ottenere l'esenzione IMU enti non commerciali è indispensabile presentare una specifica dichiarazione che distingua le aree adibite ad attività commerciali da quelle non commerciali, in mancanza della quale l'agevolazione non spetta.
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Corrispettivo simbolico: no esenzione IMU per scuole
La Corte di Cassazione ha stabilito che un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria non ha diritto all'esenzione IMU se percepisce una retta annuale di 1.400 euro per studente. Sebbene tale cifra copra solo una frazione del costo effettivo del servizio (stimato in 6.835,85 euro), non può essere considerata un 'corrispettivo simbolico'. La Corte ha chiarito che, per ottenere l'esenzione, il corrispettivo deve essere irrisorio e marginale, quasi assimilabile a una prestazione gratuita, in linea con i principi europei sugli aiuti di Stato. Il semplice fatto che la retta sia inferiore al costo non è sufficiente per qualificarla come simbolica, portando così all'accoglimento del ricorso del Comune e al rigetto della richiesta di esenzione.
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Esenzione TASI enti non commerciali: la Cassazione decide
Un istituto religioso si è visto negare l'esenzione TASI per la sua scuola paritaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione TASI per enti non commerciali non basta applicare rette inferiori ai costi medi ministeriali. È necessario dimostrare che i corrispettivi siano meramente simbolici e che l'attività sia svolta con modalità genuinamente non commerciali, prova che spetta interamente al contribuente.
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Esenzione IMU scuole paritarie: la retta non è simbolica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6501/2024, ha negato l'esenzione IMU a una scuola paritaria gestita da un istituto religioso. La Corte ha stabilito che una retta annuale di 1.900 euro per studente non può essere considerata 'simbolica'. Di conseguenza, l'attività didattica assume natura commerciale, facendo decadere il diritto all'agevolazione fiscale. Questa decisione chiarisce che la valutazione sulla natura del corrispettivo è un giudizio di fatto che spetta ai giudici di merito e non è automaticamente legata al costo medio per studente definito dallo Stato.
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Esenzione IMU enti non profit: sì al comodato gratuito
Un ente ecclesiastico si era visto negare l'esenzione IMU per un immobile concesso in comodato gratuito a un altro ente collegato per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattiva, ha annullato la decisione. Ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non profit spetta anche in caso di comodato, a condizione che esista un collegamento funzionale o strutturale tra gli enti e l'attività svolta sia non commerciale. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32690/2024, ha rigettato i ricorsi di un Comune e di una fondazione, definendo i criteri per l'esenzione IMU enti non commerciali. La Corte ha stabilito che, per le attività sanitarie, anche se convenzionate, l'ente deve provare la natura non commerciale secondo i parametri UE. L'esenzione è stata negata per le residenze sanitarie assistenziali (RSA) a causa delle rette a carico degli utenti, ma concessa per i servizi psichiatrici interamente finanziati con fondi pubblici.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30873/2024, ha negato l'esenzione IMU a un ente non commerciale che gestiva una scuola. La controversia riguardava un immobile parzialmente concesso in uso a un altro ente religioso. Sebbene l'uso indiretto tramite comodato gratuito a un ente collegato sia ora ammesso, la Corte ha stabilito che l'attività didattica era di natura commerciale, poiché le rette pagate dagli utenti coprivano una parte sostanziale dei costi di gestione (dal 62% a oltre l'80%), non potendo quindi essere considerate 'simboliche'. Di conseguenza, viene a mancare il presupposto fondamentale per l'esenzione IMU enti non commerciali.
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Esenzione IMU scuole: quando la retta è simbolica?
Una fondazione che gestisce una scuola privata ha contestato avvisi di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione IMU per attività non commerciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per considerare le rette scolastiche "simboliche", queste devono essere irrisorie e coprire solo una frazione minima del costo. Una struttura tariffaria che mira al pareggio di bilancio, anche se inferiore alle medie nazionali, qualifica l'attività come commerciale, escludendola così dall'agevolazione fiscale. La Corte ha sottolineato la necessità di una valutazione caso per caso piuttosto che l'applicazione meccanica di parametri ministeriali.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione fissa i paletti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'esenzione IMU per gli enti non commerciali. Un ente religioso aveva impugnato avvisi di accertamento per IMU e TASI relativi a immobili adibiti a scuola paritaria e casa per ferie, sostenendo la natura non commerciale delle attività. La Suprema Corte ha confermato che se il corrispettivo richiesto agli utenti (rette, tariffe) non è meramente simbolico ma copre una parte significativa dei costi, l'attività è da considerarsi commerciale e quindi soggetta a imposta. Tuttavia, ha annullato le sanzioni relative all'attività didattica, riconoscendo un'oggettiva incertezza normativa sulla materia al momento dei fatti.
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Esenzione TASI scuole paritarie: la Cassazione decide
Un comune ha contestato l'esenzione TASI concessa a un istituto scolastico paritario, sostenendo la natura commerciale della sua attività. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del comune, stabilendo che per ottenere l'esenzione TASI per le scuole paritarie non è sufficiente un mero confronto tra la retta media e il costo medio per studente definito dal Ministero. È necessario un accertamento concreto che dimostri come il corrispettivo percepito sia puramente "simbolico" e copra solo una minima frazione del costo effettivo del servizio, senza alcuna relazione con esso.
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Esenzione IMU scuole: quando si applica l’esenzione?
Un istituto scolastico ha impugnato avvisi di accertamento per IMU/TASI, rivendicando l'esenzione fiscale per le sue attività didattiche. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione, specificando che per qualificarsi come attività non commerciale le rette scolastiche devono essere puramente "simboliche" e non semplicemente inferiori ai costi della scuola pubblica. Questa è la condizione per l'esenzione IMU scuole. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza legale generata dalle stesse istruzioni ministeriali che avevano indotto in errore l'istituto.
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Esenzione TASI scuola paritaria: i criteri corretti
In un caso riguardante l'esenzione TASI per una scuola paritaria, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che si era basata su un semplice confronto matematico tra la retta media percepita e il costo medio nazionale per studente. La Corte ha stabilito che per ottenere l'esenzione TASI scuola paritaria, è necessario un accertamento concreto e puntuale che dimostri il carattere "simbolico" della retta, intesa come un corrispettivo irrisorio che copre solo una minima frazione del costo del servizio, ponendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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IMU concessionario: quando paga l’associazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'associazione sportiva, in qualità di IMU concessionario di un bene del patrimonio pubblico indisponibile, è tenuta al pagamento dell'imposta al pari di un concessionario di bene demaniale. La Corte ha inoltre negato l'esenzione fiscale, rilevando che le attività svolte (corsi a pagamento, tornei, pubblicità) avevano natura commerciale e non meramente simbolica, superando così i requisiti per essere considerate non lucrative. La sentenza chiarisce che lo status di ente non commerciale deve essere verificato nei fatti, anno per anno.
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