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d.l. 23 ottobre 2018, n. 119

35 provvedimenti

Definizione Agevolata: L’Azienda vince, il Fisco si arrende in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento IVA contro un'Azienda. L'Azienda aveva contestato tali avvisi, e la controversia era giunta fino alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, l'Azienda ha richiesto e ottenuto la definizione agevolata della sua posizione fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha confermato l'avvenuta definizione. Per questo motivo, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, riconoscendo che il motivo della disputa non esisteva più. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Notifica telematica processo tributario: Cassazione annulla inammissibilità
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato telematicamente una sentenza della Commissione Tributaria Regionale (CTR) del Lazio. La CTR aveva dichiarato l'appello dell'Agenzia inammissibile, sostenendo che la notifica telematica non fosse ancora prevista per i giudizi di primo grado introdotti prima del 22 aprile 2017. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la Notifica telematica processo tributario è valida anche se il giudizio di primo grado era stato avviato in modalità cartacea e prima dell'obbligatorietà. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza della CTR e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop a spese extra
Una società impugna un avviso di accertamento per l'imposta sugli immobili emesso dal Comune. Durante il procedimento di legittimità, l'impresa deposita formale rinuncia al ricorso dopo aver perfezionato la definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge speciale. L'ente locale presta regolare adesione all'atto di rinuncia. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e stabilisce la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti. I giudici sanciscono inoltre che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato: la conclusione della causa per sopravvenuta adesione alla sanatoria fiscale non costituisce un'impugnazione pretestuosa o dilatoria, escludendo qualsiasi sanzione a carico del contribuente.
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Accertamento Fiscale vs. Definizione Agevolata: Giudizio Sospeso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un accertamento fiscale per l'anno 2000, rideterminando il reddito con metodo sintetico a seguito dell'acquisto di un immobile. Il contribuente ha impugnato l'atto. Durante il ricorso in Cassazione, il contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata (rottamazione-ter). La Suprema Corte ha quindi sospeso il giudizio, rinviando la trattazione della causa in attesa del completamento dei pagamenti rateizzati previsti dalla definizione agevolata, che estinguerà il debito.
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IRAP professionisti: ricorso inammissibile, spese legali per l’avvocato
Un avvocato ha contestato una cartella di pagamento IRAP, sostenendo di non avere autonoma organizzazione. La Commissione Tributaria Regionale aveva escluso l'IRAP professionisti per la sua attività. L'Agenzia delle Entrate aveva parzialmente accolto il ricorso dell'avvocato. L'avvocato ha poi proposto ricorso in Cassazione, lamentando la nullità della sentenza per violazione dei limiti della domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha condannato l'avvocato al pagamento delle spese legali, confermando la legittimità della cartella di pagamento per le parti non relative all'IRAP e la validità dell'accertamento.
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Pace Fiscale vs. Accertamento IVA: la Cessazione della Materia
Un contribuente ha ricevuto un accertamento IVA. Ha contestato l'accertamento in vari gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, il contribuente ha aderito a una definizione agevolata, nota come "pace fiscale". L'Agenzia Fiscale ha accettato questa adesione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere. Questo significa che la controversia legale non ha più ragione di esistere. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Definizione Agevolata: L’Estinzione del Giudizio Tributario
Alcuni contribuenti avevano impugnato un avviso di liquidazione per imposta di registro. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, i contribuenti hanno aderito alla procedura di definizione agevolata prevista da una legge speciale, saldando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha poi chiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate, confermando l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le controversie fiscali.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: contrasto col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per presunte operazioni inesistenti e indebita detrazione IVA. Dopo la vittoria della contribuente in appello, il Fisco ha impugnato la sentenza in Cassazione. Nel corso del giudizio, la società ha depositato la documentazione attestante l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti per estinguere il contenzioso. L'Amministrazione finanziaria ha tuttavia dichiarato che nei propri registri non risultava alcun perfezionamento della sanatoria. A fronte del contrasto documentale tra le parti, la Suprema Corte ha sospeso la pronuncia sul merito della controversia ed emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo pagamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al condono se i pagamenti sono poco chiari
Il Contribuente ha impugnato tre avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA. Nel corso del giudizio di Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi del d.l. 119/2018. Tuttavia, i documenti presentati non chiariscono se la sanatoria riguardi tutte le pendenze o solo un singolo avviso di accertamento del 2005. La Corte di Cassazione ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, assegnando all'Agenzia delle Entrate il termine di sessanta giorni per verificare e chiarire l'effettiva portata della definizione della lite.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Consorzio e Fisco
Un consorzio ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo all'applicazione dell'aliquota ordinaria anziché ridotta sul ribaltamento dei costi ai consorziati. Dopo la conferma della pretesa fiscale nei primi due gradi di giudizio, il consorzio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. n. 119/2018, presentando la relativa quietanza di pagamento. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della sanatoria e della mancanza di obiezioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Definizione agevolata e cartella esattoriale
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento chiedendo la sospensione del processo per adesione alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha richiesto la prova che il condono copra l'intero debito e la regolare notifica dei documenti alla controparte.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La decisione è scaturita dal deposito di memorie che attestavano l'avvenuta definizione agevolata della controversia da parte della società contribuente. L'applicazione della normativa sulla pace fiscale ha determinato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa legale tra l'amministrazione finanziaria e l'impresa.
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Rinuncia al ricorso tributario: effetti e costi
Una società operante nel settore del lusso ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per l'anno 2003, contestando il recupero di minusvalenze ritenute indeducibili dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non configura una soccombenza in senso tecnico.
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Definizione agevolata: quando l’avviso è impositivo
Una società si è vista negare la definizione agevolata di una lite fiscale poiché l'atto impugnato era un avviso di liquidazione, considerato dall'Amministrazione Finanziaria un mero atto di riscossione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che quando un avviso di liquidazione è il primo atto a comunicare una pretesa fiscale maggiore, basata su una nuova qualificazione giuridica dei fatti, esso assume natura di atto impositivo e la controversia può essere definita in via agevolata.
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Notifica al curatore: non basta per la riscossione
Un contribuente, dopo la chiusura del suo fallimento, ha ricevuto un'intimazione di pagamento per debiti tributari. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la notifica delle cartelle esattoriali al solo curatore fallimentare non è efficace nei confronti del debitore tornato in bonis. Di conseguenza, i crediti sono stati dichiarati prescritti per mancata interruzione dei termini.
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Litisconsorzio processo tributario: la Cassazione chiarisce
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiariscono la disciplina del litisconsorzio nel processo tributario. La sentenza stabilisce che l'obbligo di notificare l'appello a tutte le parti del primo grado non è assoluto. Si applica la distinzione civilistica tra cause inscindibili, che richiedono la partecipazione di tutti, e cause scindibili, dove l'appello può essere diretto solo contro le parti il cui interesse è direttamente coinvolto. Questa pronuncia risolve un importante contrasto giurisprudenziale, affermando che le regole del codice di procedura civile sul litisconsorzio in appello sono pienamente compatibili con la specificità del processo tributario.
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Cessazione materia del contendere: il caso doganale
Una società importatrice, dopo essere stata condannata in appello a versare maggiori dazi doganali, ricorre in Cassazione. Durante il giudizio, aderisce a una definizione agevolata e paga l'intero importo dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento confermato dall'Amministrazione doganale, dichiara la cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa senza una decisione nel merito e compensando le spese legali.
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Notifica atto appello: errore non causa inammissibilità
L'appello di una società contro un accertamento fiscale era stato dichiarato inammissibile perché la notifica era avvenuta via posta anziché via PEC. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che un errore nella notifica atto appello costituisce una nullità sanabile, e non un'inammissibilità, quando l'atto raggiunge il destinatario, garantendogli il diritto di difesa. Viene così confermato il principio del raggiungimento dello scopo.
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Definizione agevolata: sì per l’avviso di liquidazione
Una società si è vista negare la definizione agevolata per una lite sull'imposta di registro relativa a una sentenza. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'avviso di liquidazione non fosse un 'atto impositivo'. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che quando l'avviso non si limita a un calcolo ma implica una valutazione giuridica complessa, esso assume natura impositiva e la lite è quindi definibile. Di conseguenza, il procedimento è stato dichiarato estinto.
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Definizione agevolata: rinvio della Cassazione
Una società impugna un avviso di pagamento per l'imposta sui prodotti da inalazione. Durante il ricorso in Cassazione, presenta un'istanza di definizione agevolata e chiede la cessazione del contendere. La Corte Suprema, rilevando la mancata presa di posizione dell'Amministrazione finanziaria, rinvia la causa a nuovo ruolo per consentire la necessaria interlocuzione tra le parti, sospendendo di fatto la decisione.
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