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D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, Art. 6, comma 11

5 provvedimenti

Impugnazione tardiva: i limiti secondo la Cassazione
Una società immobiliare si è vista respingere l'appello contro un avviso di accertamento IMU perché presentato fuori termine. Ricorrendo in Cassazione, ha invocato l'istituto dell'impugnazione tardiva a causa di vizi procedurali. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, specificando che l'impugnazione tardiva richiede la prova rigorosa di una totale ignoranza del processo, derivante da una nullità della notifica iniziale, e non è giustificata da semplici irregolarità procedurali successive.
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Tassazione per enunciazione: no alla doppia imposta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione per enunciazione non si applica a un lodo arbitrale già registrato e tassato, anche se menzionato in un successivo decreto ingiuntivo. Tuttavia, il decreto ingiuntivo, in quanto atto giudiziario autonomo, è soggetto a propria imposta di registro per gli effetti giuridici che produce. La Corte ha quindi annullato la doppia imposizione, confermando però la legittimità della tassazione del solo decreto.
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Delega di firma: validità e onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IVA per difetto di sottoscrizione da parte di un funzionario delegato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33189/2024, ha chiarito due punti fondamentali. Primo: il contribuente che contesta la firma non è tenuto a proporre motivi aggiunti quando l'Amministrazione produce in giudizio l'atto di delega. Secondo: per la validità di una delega di firma non sono richiesti requisiti formali stringenti come la firma autografa, la durata o una specifica motivazione, ribaltando la decisione dei giudici di merito.
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Art. 20 DPR 131/86: stop alla riqualificazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32653/2024, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria che mirava a riqualificare un'operazione di conferimento di ramo d'azienda seguita da cessione di quote come un'unica cessione d'azienda. Applicando la nuova interpretazione retroattiva dell'Art. 20 DPR 131/86, la Corte ha stabilito che l'imposta di registro va applicata solo sulla base del singolo atto presentato alla registrazione, senza poter considerare elementi extratestuali o negozi collegati.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è nulla?
Un contribuente impugna una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento presupposte. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che in caso di notifica per irreperibilità assoluta, l'ufficiale notificatore ha l'obbligo di effettuare concrete ricerche per verificare che il destinatario non abbia più abitazione, ufficio o azienda nel comune, prima di procedere con le modalità di notifica speciali. La mancata esecuzione di tali ricerche rende la notifica nulla e, di conseguenza, invalida l'atto successivo.
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