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D.L. 21 ottobre 2021, n. 146

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Peculato ricevitore lotto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato a carico del gestore di una ricevitoria del lotto che si era appropriato degli incassi per oltre 500.000 euro. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricevitore, in quanto delegato dal concessionario statale, riveste la qualifica di 'agente contabile' ed è incaricato di pubblico servizio. Di conseguenza, il denaro incassato è considerato pubblico fin dall'origine e la sua mancata riversazione all'Erario configura il reato di peculato.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e inammissibilità
Una contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a un debito fiscale, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su una recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri di subire un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. Questa regola, ha chiarito la Corte, si applica anche ai giudizi già in corso.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile!
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17989/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente basato su un estratto di ruolo. Applicando una nuova legge (ius superveniens) ai processi in corso, la Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è vietata, salvo casi eccezionali di grave pregiudizio. È stato inoltre escluso che sulla questione dell'ammissibilità potesse formarsi un giudicato interno implicito, poiché l'interesse ad agire è un requisito che deve sussistere fino alla decisione finale.
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Esenzione TARI enti ecclesiastici: la Cassazione decide
Un istituto religioso si opponeva al pagamento della TARI. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della municipalizzata, confermando l'esenzione TARI per gli enti ecclesiastici in base a una nuova legge retroattiva (d.l. 146/2021) che si applica anche ai rapporti pendenti.
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Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
Un contribuente ha agito in giudizio per far dichiarare prescritti alcuni debiti contributivi di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica degli avvisi di addebito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che non sussiste l'interesse ad agire per impugnare l'estratto di ruolo se l'ente creditore non ha avviato alcuna azione di riscossione e se il debitore non dimostra un pregiudizio specifico, attuale e concreto, come previsto dalla normativa vigente.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo dopo aver scoperto una cartella di pagamento mai notificata. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce i nuovi e stringenti limiti all'impugnabilità dell'estratto di ruolo, ora consentita solo in caso di specifico e provato pregiudizio per il contribuente.
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Impugnazione estratto di ruolo: il curatore può?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le restrizioni normative sull'impugnazione dell'estratto di ruolo non si applicano al curatore fallimentare. In un caso riguardante crediti fiscali prescritti, l'Agenzia delle Entrate sosteneva l'inammissibilità del ricorso del curatore basato su una nuova legge. La Corte ha rigettato tale tesi, affermando che il curatore ha sempre interesse a contestare immediatamente i crediti tramite l'impugnazione estratto di ruolo, poiché questa rappresenta l'unica difesa possibile all'interno della procedura concorsuale, dove la normale riscossione è sospesa.
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Impugnazione cartella esattoriale: quando è lecita?
Un contribuente impugna diverse cartelle di pagamento mai notificate, scoperte solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione di una cartella esattoriale non notificata è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. Mancando tale prova, l'azione legale non può procedere.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile ricorso
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese legali sono state compensate tra le parti a causa di importanti modifiche legislative e giurisprudenziali intervenute sulla materia dell'impugnazione estratto di ruolo, che hanno ridefinito i presupposti dell'azione legale.
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Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per crediti prescritti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'interesse ad agire richiede la prova di un pregiudizio specifico e concreto, come previsto da una nuova normativa, condizione non soddisfatta nel caso di specie.
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Cartella di pagamento non notificata: quando si può fare ricorso?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento non notificata, di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge in modo retroattivo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale dalla mancata notifica, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'interesse ad agire non sussiste.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’interesse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15905/2025, chiarisce i nuovi e stringenti limiti per l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Un contribuente, ex socio di una società, aveva contestato un debito IVA appreso solo tramite estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte ha applicato la nuova normativa (art. 12, c. 4-bis, d.P.R. 602/1973), stabilendo che l'impugnazione è ammissibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare ad appalti pubblici. In assenza di tale prova, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e "qualificato", condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d'appello senza rinvio, poiché l'azione non poteva essere proposta.
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