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d.l. 21 ottobre 2021, n. 146, art. 3-bis

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23 provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per contestare cartelle di pagamento che sosteneva non fossero mai state notificate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sul principio, consolidato da recenti interventi normativi e giurisprudenziali, secondo cui l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, non essendo più sufficiente il solo interesse a contestare l'atto presupposto. In assenza di tale prova, il ricorso è privo di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e novità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15907/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è più ammissibile per contestare una cartella di pagamento non notificata, a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio concreto e specifico. La Corte ha applicato la nuova normativa introdotta dal D.L. 146/2021, dichiarando inammissibile il ricorso del contribuente per difetto di interesse ad agire, segnando un importante cambiamento rispetto al passato.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo per cartelle di pagamento mai notificate. Durante il processo, una nuova legge ha limitato tale possibilità solo a casi di pregiudizio specifico. La Corte di Cassazione, applicando la nuova norma ai giudizi pendenti, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario, poiché il contribuente non aveva dimostrato un pregiudizio concreto, come richiesto dalla sopravvenuta disciplina. La sentenza è stata cassata senza rinvio.
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