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D.L. 14 marzo 2005, n. 35

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25 provvedimenti

Fallace indicazione d’origine: il caso della bandiera
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di fallace indicazione d'origine a carico del legale rappresentante di una società che importava lenti oftalmiche. Nonostante la dicitura 'prodotto importato', la presenza vistosa della bandiera italiana sulla confezione è stata ritenuta idonea a ingannare il consumatore, integrando il reato e non il semplice illecito amministrativo, a causa della scarsa visibilità dell'indicazione di provenienza estera.
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Prove testimoniali: la mancata reiterazione è rinuncia?
Un professionista si vede negare il compenso per mancanza di prova dell'incarico. Le corti di merito ritengono rinunciata la sua richiesta di prove testimoniali perché non reiterata. La Cassazione cassa la decisione, affermando che la rinuncia alle prove testimoniali non può essere presunta ma deve essere inequivocabile, specialmente se la causa è stata trattata per questioni pregiudiziali. La sentenza impugnata è annullata per motivazione apparente sulla questione procedurale.
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Ricorso per cassazione inammissibile: l’ordinanza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile, proposto da un nipote contro un'ordinanza che lo obbligava a restituire un immobile al nonno. La Corte ribadisce il principio consolidato secondo cui i provvedimenti cautelari, come le ordinanze possessorie, non hanno carattere decisorio e definitivo, pertanto non sono impugnabili dinanzi alla Suprema Corte. La via corretta per la risoluzione della controversia è il giudizio di merito.
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Provvedimenti cautelari: inammissibile il ricorso
Una società ha proposto ricorso per cassazione contro un'ordinanza che negava un'inibitoria per uso illecito di marchio. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i provvedimenti cautelari sono privi di stabilità e non idonei al giudicato, rendendoli non appellabili in sede di legittimità, neanche per le spese legali.
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Notifica perfezionata sabato: proroga al lunedì
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo, ma i tribunali di merito ritenevano l'atto tardivo. Il problema riguardava il calcolo dei termini, poiché la notifica si era perfezionata per compiuta giacenza di sabato. La Cassazione ha stabilito che quando una notifica perfezionata sabato conclude un termine, la scadenza viene prorogata di diritto al lunedì successivo. Di conseguenza, l'opposizione è stata ritenuta tempestiva e la sentenza annullata con rinvio.
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