La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come sanzione alternativa alla detenzione, anche in assenza di una valutazione sulla pericolosità sociale. Nel caso esaminato, il ricorso di un cittadino straniero, sposato con una cittadina italiana residente all'estero, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancanza di legami familiari effettivi e stabili sul territorio italiano e la natura amministrativa della misura, volta a ridurre il sovraffollamento carcerario, rendono irrilevante la valutazione della pericolosità del soggetto ai fini dell'applicazione dell'art. 16, comma 5, d.lgs. 286/1998.
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