Uno straniero, già espulso dall'Italia, viene condannato per essere rientrato illegalmente. L'uomo si difende chiedendo l'applicazione dell'attenuante per motivi di particolare valore morale, sostenendo di aver violato la legge solo per poter vedere i propri figli. La Corte di Cassazione, però, respinge la sua richiesta. I giudici sottolineano che l'imputato non ha fornito alcuna prova concreta a sostegno della sua versione: nessun documento che attestasse il matrimonio, la nascita dei figli o il suo diritto di visita. Una semplice dichiarazione, senza prove, non è sufficiente per ottenere uno sconto di pena. La condanna a cinque mesi e dieci giorni di reclusione diventa così definitiva.
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