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Corte Costituzionale sent. n. 186 del 2000

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24 provvedimenti

Messa alla prova: no se prognosi sfavorevole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato il diniego della messa alla prova basato su una prognosi sfavorevole di recidiva, chiarendo che i presupposti per questo istituto sono più stringenti rispetto alla conversione della pena in lavoro di pubblica utilità. È stata inoltre respinta la censura sull'acquisizione di dati dal cellulare, ritenuta legittima.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7253/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. Il ricorrente, condannato per reati fallimentari, sosteneva che i giudici avessero errato nel valutare il suo ruolo nella vicenda. La Corte ha ribadito che l'errore di fatto riguarda solo sviste percettive sugli atti interni al giudizio di legittimità e non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame del merito o delle prove, confermando la rigida natura di questo strumento processuale.
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Intercettazioni telefoniche: quando sono valide?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per narcotraffico. La sentenza conferma che vizi formali nelle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, come l'omissione del nome del traduttore, non le rendono inutilizzabili. Viene inoltre ribadito che la cosiddetta 'droga parlata', se supportata da altri elementi investigativi, costituisce prova sufficiente, e che il ruolo di fornitore internazionale esclude la possibilità di qualificare il reato come di lieve entità.
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Liberazione anticipata: la condotta successiva conta?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della liberazione anticipata. La Corte ha stabilito che, ai fini della concessione del beneficio, il giudice può valutare negativamente anche la condotta tenuta dal condannato dopo il periodo di riferimento, se questa dimostra una mancata adesione al percorso rieducativo. Numerose denunce e violazioni, anche se successive, sono state ritenute indicative dell'assenza di un reale cambiamento, rendendo irrilevanti alcune assoluzioni parziali.
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