Il caso riguarda la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione presentata da un cittadino rimasto in carcere oltre il dovuto. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, la sua pena doveva essere rideterminata al ribasso. Tuttavia, il giudice dell'esecuzione ha inizialmente rifiutato la riduzione, costringendo il detenuto a espiare otto mesi di reclusione in più rispetto alla pena successivamente ricalcolata in due anni e sei mesi. La Corte d'Appello aveva negato l'indennizzo ritenendo l'errore del giudice una scelta discrezionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che il rifiuto di applicare la nuova cornice edittale costituisce un errore oggettivo dell'autorità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione di rigetto, rinviando il caso per un nuovo giudizio sul risarcimento.
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