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Convenzione EDU

5 provvedimenti

Errore di Fatto vs Giudizio: No alla Revocazione della Sentenza
Una lavoratrice, dopo aver perso in Cassazione una causa per la regolarizzazione dei suoi contributi, tenta di far riaprire il caso con una richiesta di revocazione per errore di fatto. Sostiene che i giudici abbiano commesso delle sviste nel leggere gli atti. La Corte Suprema, però, respinge la richiesta. Spiega che i presunti errori non erano semplici sviste materiali, ma un disaccordo con il ragionamento giuridico della Corte, cioè 'errori di giudizio'. Poiché la revocazione per errore di fatto è ammessa solo per chiare percezioni errate della realtà processuale, e non per contestare la valutazione del giudice, il ricorso viene dichiarato inammissibile.
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Indennità di esproprio: i criteri di calcolo
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta metodologia per calcolare l'indennità di esproprio di un terreno destinato a servizi pubblici. I proprietari contestavano la valutazione del giudice di merito, che aveva mediato il valore del loro terreno con quello delle aree agricole circostanti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la legge provinciale applicabile impone di considerare congiuntamente tre criteri – caratteristiche del terreno, inserimento nel tessuto urbanistico e destinazione delle aree circostanti – senza alcuna gerarchia tra essi. La decisione conferma quindi la legittimità di un calcolo che pondera tutti i fattori, anche quelli apparentemente svalutanti come la vicinanza a terreni agricoli, per giungere a una stima equa.
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Ricorso inammissibile: bancarotta e dolo generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non contestavano specificamente la ratio decidendi della sentenza impugnata riguardo la distrazione di beni e il dolo generico. La Corte ha inoltre confermato la correttezza del diniego delle attenuanti generiche, motivato dall'intensità della condotta fraudolenta.
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Lavoro in carcere e NASpI: diritto alla disoccupazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 396 del 2024, ha stabilito che un ex detenuto che ha lavorato durante il periodo di detenzione ha diritto all'indennità di disoccupazione (NASpI) al termine della pena. La Corte ha equiparato il lavoro in carcere e NASpI al lavoro subordinato ordinario ai fini previdenziali, considerando la cessazione del rapporto per fine pena come una forma di disoccupazione involontaria, simile alla scadenza di un contratto a termine.
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Mandato d’arresto europeo: quando l’Italia consegna
La Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino italiano alla Francia in base a un mandato d'arresto europeo per associazione a delinquere, truffa e contraffazione. Il ricorso, basato su presunta incertezza del mandato e pendenza di un procedimento in Italia, è stato respinto. La Corte ha chiarito che la valutazione dei gravi indizi non spetta più all'Italia e che la priorità è stata data al procedimento francese, più avanzato.
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