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Circolare D.A.P. 2 ottobre 2017

8 provvedimenti

Diritto allo studio del detenuto: sicurezza prevale su scelta università
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Detenuto sottoposto al regime speciale del 41 bis O.P., che chiedeva di poter proseguire gli studi universitari presso un'università più distante, dove aveva già sostenuto esami. Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato la richiesta, richiamando una circolare che impone l'iscrizione a un istituto vicino al luogo di detenzione per ragioni di sicurezza. La Cassazione ha confermato questa decisione, ritenendo che il **diritto allo studio del detenuto** non sia stato negato, ma opportunamente bilanciato con le esigenze di sicurezza. Il ricorso è stato respinto, confermando la validità della circolare.
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Colloqui audiovisivi al 41-bis tra fratelli detenuti: i limiti
Un detenuto sottoposto al regime differenziato ha chiesto di svolgere colloqui audiovisivi al 41-bis con il proprio fratello, anch'egli recluso nel medesimo regime speciale in un altro istituto penitenziario. Il Tribunale di sorveglianza ha autorizzato i videocollegamenti tra i due congiunti. Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando il mancato rispetto della procedura amministrativa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso ministeriale e ha annullato il provvedimento senza rinvio. I giudici di legittimità hanno ribadito che i contatti a distanza tra familiari detenuti al regime speciale sono ammissibili in astratto, ma richiedono obbligatoriamente il previo parere non vincolante della Direzione Distrettuale Antimafia. Il giudice non può autorizzare il contatto senza questo passaggio istruttorio.
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Diritti del Detenuto: Cibo in Carcere, tra Sicurezza e Umanità
La Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis che chiedeva di poter acquistare gli stessi generi alimentari previsti per i detenuti comuni (modello 72). Il Ministero della Giustizia aveva contestato questa possibilità, sostenendo che le limitazioni fossero necessarie per prevenire il mantenimento di posizioni di supremazia. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero. Ha stabilito che le restrizioni alimentari devono essere ragionevoli e proporzionate, non meramente afflittive. La sentenza ha ribadito che i Diritti del detenuto includono la possibilità di acquistare cibi che non compromettono la sicurezza o creano dinamiche di potere, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Diritto di informazione del detenuto: no alla radio FM a scelta
Un detenuto si è visto negare la possibilità di sintonizzarsi su canali radio FM a sua scelta. Ha fatto ricorso sostenendo la violazione dei suoi diritti. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio fondamentale sul diritto di informazione del detenuto. La Corte ha chiarito che, sebbene il diritto all'informazione sia garantito, le sue modalità di esercizio, come la scelta di specifici canali, non costituiscono un diritto assoluto. Questa gestione rientra nel potere discrezionale dell'Amministrazione Penitenziaria, che deve bilanciare i diritti individuali con le esigenze di sicurezza. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Colloquio detenuti 41-bis: Diritto familiare vs Sicurezza Stato
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale che autorizzava il colloquio tra due fratelli, entrambi detenuti in regime speciale. Il caso riguarda la legittimità di un colloquio detenuti 41-bis concesso senza considerare il parere della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.). La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: sebbene il parere della D.D.A. non sia legalmente vincolante, il giudice non può ignorarlo. La necessità di tutelare la sicurezza pubblica e prevenire contatti tra esponenti della criminalità organizzata prevale, imponendo al magistrato di valutare attentamente ogni rischio prima di autorizzare contatti, anche se tra familiari. La decisione del Tribunale è stata quindi annullata per non aver ponderato adeguatamente le esigenze di sicurezza.
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Colloqui detenuti 41-bis: no video tra padre e figlio senza ok DDA
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale che autorizzava i colloqui in videochiamata tra un padre e un figlio, entrambi carcerati in regime speciale. Il principio stabilito è che per i colloqui detenuti 41-bis, specialmente tra familiari anch'essi reclusi, il giudice non può decidere senza prima aver acquisito e attentamente valutato il parere della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.). Anche se non vincolante, questo parere è fondamentale per bilanciare il diritto ai rapporti familiari con le inderogabili esigenze di sicurezza pubblica. L'omessa valutazione di tale parere rende illegittima l'autorizzazione.
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Colloqui detenuti 41-bis: Sicurezza batte Diritto di Famiglia
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale che autorizzava in via generale i colloqui in videochiamata tra un detenuto e un suo familiare, entrambi sottoposti al regime speciale. La Corte ha stabilito un principio fondamentale per i colloqui detenuti 41-bis: il giudice non può autorizzarli senza prima aver valutato attentamente il parere della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.). Anche se non vincolante, questo parere è essenziale per bilanciare il diritto ai rapporti familiari con le inderogabili esigenze di sicurezza pubblica. Ignorare tale valutazione costituisce un errore che rende illegittima la decisione.
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Permanenza all’aria aperta 41-bis: Diritto a 2 ore, no a sconti
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla permanenza all'aria aperta 41-bis. Un detenuto in regime speciale si era visto ridurre le due ore d'aria perché l'Amministrazione Penitenziaria vi includeva anche il tempo trascorso in palestra o biblioteca. La Corte ha dato ragione al detenuto, chiarendo che le due ore all'aperto sono un diritto a sé stante, finalizzato alla tutela della salute, e non possono essere confuse o ridotte con le ore dedicate ad attività di socialità al chiuso. L'Amministrazione Penitenziaria ha perso il ricorso, vedendo confermato il diritto del detenuto a due ore nette di permanenza all'esterno, distinte da ogni altra attività.
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