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Circolare Banca d'Italia n. 285/2013

6 provvedimenti

Responsabilità degli amministratori senza deleghe: le sanzioni
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un componente del consiglio di amministrazione di un istituto bancario per gravi irregolarità procedurali e comportamentali, tra cui la vendita scorretta di azioni e la profilatura inadeguata dei clienti. L'amministratore ha impugnato il provvedimento sostenendo l'assenza di deleghe operative e l'occultamento delle violazioni da parte della direzione generale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione. I giudici hanno stabilito che sussiste una chiara responsabilità degli amministratori senza deleghe quando questi ultimi non esercitano il dovere di informarsi e di vigilare sulla corretta gestione dei rischi aziendali. Il consigliere è stato condannato al pagamento della sanzione e delle spese processuali.
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Sanzione amministrativa dirigente bancario: illegittimi i fidi
Un dirigente bancario, con la qualifica di responsabile della direzione crediti, ha approvato ripetuti sconfinamenti a favore del principale debitore della banca. Tale operazione ha incrementato l'esposizione creditizia dell'istituto violando il piano di rientro approvato e superando i limiti delle deleghe aziendali. L'Autorità di Vigilanza ha applicato una sanzione amministrativa dirigente bancario pari a sessantadue mila euro. Il dirigente ha proposto opposizione chiedendo l'annullamento del provvedimento. Il manager sosteneva la prevalenza delle regole di delega generale e la necessità di considerare la riduzione del debito negli anni precedenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato la sanzione. La Suprema Corte ha precisato che la concessione non autorizzata di credito priva il Consiglio di Amministrazione del dovuto controllo strategico e aumenta l'esposizione ai rischi aziendali.
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Valutazione del merito creditizio: bilancio falso contro banca
Una società in liquidazione giudiziale contesta l'ammissione al passivo del credito di una banca, derivante da un finanziamento garantito dallo Stato. Il curatore sostiene che la banca abbia omesso la dovuta valutazione del merito creditizio, non avendo richiesto il certificato dei carichi pendenti tributari e il DURC, nonostante la società avesse un enorme debito fiscale nascosto. Il Tribunale aveva dato ragione alla banca, ritenendo sufficiente la corrispondenza formale tra bilanci e dichiarazioni dei redditi. La Cassazione accoglie il ricorso della curatela: la valutazione del merito creditizio richiede una diligenza qualificata. La formale coincidenza tra bilancio e dichiarazione dei redditi è ovvia per legge e non esonera la banca da verifiche più approfondite, specie in presenza di garanzie pubbliche. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Concessione abusiva del credito: banca perde se ignora il DURC
Il Fallimento di una società ha impugnato l'ammissione al passivo del credito di una banca, derivante da un mutuo garantito dallo Stato. Il curatore eccepiva la nullità del contratto per concessione abusiva del credito, poiché la banca non aveva verificato la reale situazione fiscale e previdenziale dell'impresa (omettendo di richiedere DURC e carichi pendenti), nonostante un grave indebitamento nascosto nei bilanci. Il Tribunale aveva dato ragione alla banca, escludendo tale obbligo in assenza di palesi segnali di crisi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fallimento, stabilendo che la diligenza professionale della banca impone una valutazione rigorosa del merito creditizio, soprattutto in presenza di garanzie pubbliche, e che i debiti fiscali rappresentano un elemento critico da verificare con attenzione nel caso concreto.
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Nullità della transazione bancaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della transazione tra un istituto di credito e un suo dirigente perché priva delle clausole obbligatorie di 'malus' e 'claw back'. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza totale di tali clausole, imposte dalla normativa di vigilanza bancaria, non consente l'applicazione del meccanismo di sostituzione automatica, portando all'invalidità dell'intero accordo. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale del lavoratore che quello incidentale della banca.
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Amministratore senza delega: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione CONSOB a carico di un ex consigliere di un istituto di credito per omissioni in prospetti informativi, nonostante si fosse insediato dopo la loro redazione. L'ordinanza stabilisce che la responsabilità dell'amministratore senza delega sussiste in virtù del dovere di vigilanza e di agire informato, qualificando l'illecito come permanente. Viene inoltre ribadito che alle sanzioni amministrative si applica il principio del 'tempus regit actum' e non quello della legge più favorevole (favor rei).
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