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CCNL 2016-2018

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Prescrizione del credito: il diritto si estingue
Un ente previdenziale ha tentato di recuperare somme indebitamente erogate a un dipendente dopo oltre dieci anni. La Cassazione ha confermato l'estinzione del diritto per prescrizione del credito, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea che il termine per agire decorre dal momento in cui il diritto può essere fatto valere.
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Prescrizione recupero stipendio: la parola alla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale relativo alla prescrizione del suo diritto di recuperare un assegno personale pagato a una dipendente. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal momento in cui il diritto può essere esercitato, in questo caso alla scadenza di un accordo sindacale di sospensione di un anno, e non da una proroga successiva non provata in giudizio. Il ricorso è stato respinto in quanto considerato un tentativo di riesaminare i fatti.
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Compenso prestazioni aggiuntive: quando è dovuto?
Un dipendente di un'azienda sanitaria pubblica ha svolto prestazioni lavorative extra per un progetto di 'dialisi estiva'. La Corte d'Appello aveva negato il pagamento per la mancanza dei requisiti formali previsti per le 'prestazioni aggiuntive'. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il lavoro svolto con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro deve essere retribuito come straordinario ai sensi dell'art. 2126 c.c., garantendo così il diritto al compenso per prestazioni aggiuntive.
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Compenso lavoro straordinario: la guida completa
Un infermiere ha svolto ore di lavoro extra per un servizio di "dialisi estiva". L'Azienda Sanitaria si è rifiutata di pagare, adducendo la mancanza delle autorizzazioni formali per le "prestazioni aggiuntive". La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in assenza di tali formalità, il lavoro svolto con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro deve essere retribuito. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto al compenso lavoro straordinario, riaffermando il principio costituzionale della giusta retribuzione.
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Lavoro straordinario sanità: pagamento anche senza ok?
Un operatore sanitario ha svolto prestazioni extra per un progetto di "dialisi estiva" senza ricevere il compenso. La Corte d'Appello aveva negato il pagamento per vizi formali. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il lavoro straordinario sanità, se svolto con il consenso del datore, va sempre retribuito in base all'art. 2126 c.c., a tutela del lavoratore.
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Prescrizione credito da lavoro: quando scatta?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che chiedeva la restituzione di somme erogate a dipendenti oltre i termini di prescrizione. Il caso riguarda la prescrizione del credito da lavoro per la ripetizione di un assegno 'ad personam' il cui riassorbimento era stato sospeso. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale decorre dal momento in cui il diritto al recupero poteva essere esercitato, non dalla fine del periodo di erogazione continuata, respingendo la tesi dell'ente e consolidando i principi sull'interpretazione degli accordi e sul dies a quo della prescrizione.
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Prescrizione crediti retributivi: quando inizia?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce la decorrenza della prescrizione per crediti retributivi oggetto di un accordo di sospensione. Il caso riguarda un lavoratore e un ente previdenziale. La Corte ha stabilito che il termine per la restituzione delle somme decorre dalla fine del periodo di sospensione pattuito, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente che chiedeva una diversa interpretazione dei fatti. La decisione sottolinea che la Cassazione non può riesaminare il merito della causa.
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Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione
Un ente previdenziale ha tentato di recuperare somme indebitamente versate a un dipendente a titolo di assegno ad personam dopo oltre dieci anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la prescrizione del diritto. La decisione sottolinea che l'interpretazione degli accordi è di competenza dei giudici di merito e che la prescrizione dell'indebito retributivo decorre da quando il diritto può essere esercitato, non da quando l'ente decide di agire.
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