LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

artt. 12 e 14 preleggi

8 provvedimenti

Esenzione IMU beni merce: dichiarazione vecchia non salva dal Fisco
Una società immobiliare ha ricevuto un avviso di accertamento IMU per oltre 400.000 euro. L'azienda sosteneva di avere diritto all'esenzione IMU beni merce, ritenendo valida una dichiarazione presentata anni prima dal precedente proprietario costruttore. Il Comune, invece, pretendeva il pagamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere l'esenzione IMU beni merce è obbligatorio presentare una specifica dichiarazione ogni singolo anno. La mancata presentazione annuale fa perdere automaticamente il beneficio, anche se la situazione degli immobili non è cambiata. La vecchia dichiarazione non ha valore per gli anni successivi. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare l'imposta.
Continua »
Privilegio imposta sostitutiva: sì, secondo Cassazione
Una società in fallimento ha contestato il riconoscimento del privilegio speciale al credito vantato dall'Agenzia Fiscale per un'imposta sostitutiva sulla rivalutazione di beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la natura privilegiata del credito. La Corte ha stabilito che il privilegio sull'imposta sostitutiva è legittimo perché, pur essendo una tassa speciale, essa è funzionalmente assimilabile a un'imposta sul reddito, colpendo un elemento patrimoniale che confluisce nel reddito d'impresa. La decisione si basa su un'interpretazione estensiva dell'art. 2752 del codice civile, giustificata dalla medesima "causa del credito" rispetto alle imposte sul reddito tradizionali.
Continua »
Onere della prova rimborso: la Cassazione decide
Un contribuente, lavoratore dipendente, ha richiesto il rimborso di imposte a seguito di un sisma, basandosi su una legge agevolativa. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29503/2023, ha stabilito che, sebbene il lavoratore sia il soggetto legittimato a chiedere il rimborso (e non il datore di lavoro), grava su di lui l'onere della prova del rimborso. Il contribuente deve quindi dimostrare l'effettivo versamento delle imposte e le altre condizioni previste dalla legge.
Continua »
Benefici vittime del dovere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 34713/2025, ha chiarito l'estensione dei benefici per le vittime del dovere ai figli superstiti. La Corte ha operato una distinzione cruciale: i figli maggiorenni non a carico hanno diritto all'assegno vitalizio ex L. 407/1998, ma non allo speciale assegno vitalizio ex L. 206/2004 in presenza del coniuge superstite. Quest'ultimo beneficio rimane ancorato ai più restrittivi criteri di dipendenza economica previsti dalla normativa generale (L. 466/1980). La decisione bilancia l'intento di equiparazione tra vittime con una rigorosa interpretazione testuale delle norme.
Continua »
Raddoppio dei termini: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale. Con l'ordinanza n. 28884/2024, ha stabilito che non si applica all'IRAP, mentre per IRPEF e IVA è sufficiente l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'esito. La Corte ha inoltre annullato la decisione di merito sui costi deducibili per vizio di 'motivazione apparente', sottolineando la necessità di un ragionamento chiaro e comprensibile da parte del giudice.
Continua »
Vittime del dovere: assegni anche ai figli non a carico
La Corte di Cassazione affronta il caso dei figli maggiorenni e non a carico di una vittima del dovere, i quali richiedono il riconoscimento degli assegni vitalizi. I giudici di merito avevano accolto la domanda, estendendo la disciplina prevista per le vittime del terrorismo. A causa di un contrasto giurisprudenziale sulla portata di tale estensione (se limitata ai soli benefici o estesa anche alla platea dei beneficiari), la Sezione Lavoro ha ritenuto la questione di massima importanza e ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo sul diritto dei figli non a carico a ricevere tali provvidenze in presenza di un coniuge superstite.
Continua »
Acquisizione sanante termine: la Cassazione chiarisce
Un proprietario ha contestato l'indennità per un'acquisizione sanante del suo terreno da parte di un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'acquisizione sanante termine per l'impugnazione dell'indennizzo non è il termine di decadenza di 30 giorni, ma quello ordinario di prescrizione di dieci anni. La Corte ha cassato la precedente decisione di inammissibilità e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello.
Continua »
Accertamento con adesione: sospende i termini?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta il contrasto giurisprudenziale sulla sospensione dei termini per impugnare un atto sanzionatorio a seguito della presentazione di un'istanza di accertamento con adesione. A seguito di una contestazione per omessa dichiarazione di capitali esteri (Quadro RW), alcuni contribuenti avevano impugnato le sanzioni. L'Agenzia delle Entrate eccepiva la tardività del ricorso, ma la corte d'appello lo riteneva ammissibile, considerando la sospensione dei termini dovuta all'istanza di adesione. Data la divergenza di opinioni all'interno della stessa Corte, la questione è stata rinviata a una pubblica udienza per una decisione definitiva che possa dirimere il conflitto.
Continua »