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Art. 99 Legge Fallimentare

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86 provvedimenti

Termine domande sovraindebitamento: è perentorio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per la presentazione delle domande di insinuazione al passivo nella procedura di sovraindebitamento è perentorio. Una società creditrice ha visto rigettato il proprio ricorso per aver depositato la domanda oltre il termine fissato dal liquidatore. La Suprema Corte chiarisce che la natura acceleratoria e semplificata della procedura (L. 3/2012) impone di considerare il termine come invalicabile, a meno che il creditore non dimostri una causa non imputabile del ritardo, chiedendo la rimessione in termini.
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Legittimazione ad impugnare: creditore sub iudice
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione ad impugnare di un creditore la cui ammissione al passivo fallimentare è ancora sub iudice. La Corte stabilisce che se la domanda di ammissione del creditore impugnante viene definitivamente respinta, viene meno la sua legittimazione, rendendo la sua impugnazione contro altri creditori inammissibile. Di conseguenza, il credito originariamente contestato viene riammesso.
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Onere della prova: Cassazione su credito non provato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una curatela fallimentare, confermando che per l'ammissione di un credito non sono sufficienti i soli conteggi, ma è necessario adempiere all'onere della prova fornendo la documentazione di supporto. La Corte ha chiarito che il principio di non contestazione non può supplire alla totale mancanza di prove e che la produzione di nuovi documenti in appello è soggetta a rigidi limiti di indispensabilità.
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Fondo di Garanzia TFR: diritto anche se fallimento revocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori hanno diritto alla prestazione del Fondo di Garanzia TFR anche se la sentenza di fallimento del loro datore di lavoro viene successivamente revocata. Il diritto sorge nel momento in cui, pendente la procedura fallimentare, il credito del lavoratore viene ammesso allo stato passivo e viene presentata la domanda all'ente previdenziale. La successiva revoca del fallimento, non avendo effetto retroattivo sui diritti già perfezionati, non può annullare la prestazione richiesta, poiché al momento della domanda sussistevano tutti i presupposti di legge.
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Ammissione con riserva: la Cassazione sull’opposizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una lavoratrice che, dopo aver rinunciato a una prima opposizione, ne ha proposta una seconda fuori termine contro l'ammissione con riserva del suo credito. La Corte ha stabilito che l'opposizione al provvedimento di ammissione con riserva è un onere del creditore che deve essere esercitato tempestivamente, anche se la riserva è ritenuta errata, e non può essere riproposto in un secondo momento.
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Cessazione materia del contendere: la rinuncia del creditore
Una curatela fallimentare agiva contro un istituto di credito per recuperare una somma che la banca aveva incassato prima del fallimento, ma che poi, per errore, non aveva detratto dalla propria richiesta di insinuazione al passivo. La banca e la società cessionaria del credito, pur eccependo l'inammissibilità della domanda, hanno dichiarato in giudizio di accettare la riduzione del credito ammesso. Il Tribunale ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la rinuncia della banca a far valere il maggior credito avesse eliminato l'oggetto della disputa.
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