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Art. 95 del DPR 380/01

5 provvedimenti

Permesso di costruire: quando serve per una tettoia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abusi edilizi nei confronti di una proprietaria che aveva realizzato una tettoia di 93 mq. senza autorizzazione. La sentenza chiarisce che una struttura di tali dimensioni e stabilità, che altera la sagoma dell'edificio, richiede sempre il permesso di costruire, non potendo essere classificata come opera di edilizia libera o pertinenza minore.
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Prescrizione abuso edilizio: quando cessa il reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33138/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati edilizi. La Corte ha ribadito che l'abuso edilizio è un reato permanente la cui consumazione cessa solo con il completamento totale dell'opera, comprese le rifiniture. Di conseguenza, la prescrizione abuso edilizio inizia a decorrere solo da quel momento, e non da ispezioni intermedie che attestino semplicemente lo stato di avanzamento dei lavori.
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Abuso edilizio: la responsabilità del costruttore
Un costruttore è stato condannato per abuso edilizio per aver eseguito una ristrutturazione pesante con un permesso per manutenzione straordinaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena responsabilità del costruttore, il quale ha il dovere di verificare l'adeguatezza del titolo abilitativo prima di iniziare i lavori. La sentenza ribadisce che il costruttore risponde sia delle violazioni edilizie generali che di quelle in materia sismica.
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Ristrutturazione edilizia rudere: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che la ristrutturazione edilizia di un rudere è ammissibile solo se si fornisce prova rigorosa della consistenza originaria del manufatto (volume, sagoma, struttura). In assenza di tale prova, l'intervento è considerato nuova costruzione abusiva, essendo irrilevante la sola registrazione catastale del rudere.
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Immobile abusivo: lavori di manutenzione sono reato?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro il sequestro preventivo di un immobile. Il proprietario sosteneva che i lavori fossero legittimi e il reato originario prescritto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che qualsiasi intervento su un immobile abusivo, anche di manutenzione, costituisce una prosecuzione dell'illecito. Questo a causa del principio di "immanenza dell'abusività", per cui l'illegalità della costruzione persiste nel tempo, rendendo ogni nuova opera su di essa un nuovo reato.
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