La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9926/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per truffa continuata. La Corte ha ribadito la distinzione fondamentale tra un mero inadempimento contrattuale, di natura civile, e il reato di truffa. L'elemento chiave che configura il reato è il dolo iniziale truffa, ovvero l'intenzione di ingannare la vittima fin dal principio della relazione contrattuale. Secondo i giudici, tale intenzione era provata dalla condotta dell'imputata, caratterizzata da ripetute richieste di denaro a fronte di false rassicurazioni, che hanno indotto la vittima a compiere pagamenti che altrimenti non avrebbe effettuato.
Continua »