La Corte di Cassazione ha stabilito che la detenzione estero subita da un individuo in attesa di essere consegnato all'Italia non può essere computata nei termini massimi di custodia cautelare se tale detenzione si fonda su un titolo autonomo, come una condanna definitiva da scontare in quello Stato. Il caso riguardava un soggetto, richiesto tramite Mandato d'Arresto Europeo, la cui consegna era stata differita dalla Norvegia per l'esecuzione di una pena locale. La Corte ha chiarito che solo la detenzione subita come diretta conseguenza del mandato italiano è calcolabile, escludendo quella basata su ragioni interne dello Stato estero.
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