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art. 93 d.P.R. n. 380 del 2001

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23 provvedimenti

Particolare tenuità: no se l’abuso edilizio è grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per vari reati edilizi. L'imputato aveva costruito un manufatto abusivo di quasi 60 mq in cemento armato, compiendo anche un'importante opera di sbancamento. La difesa chiedeva l'assoluzione per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo l'opera troppo significativa per essere considerata di lieve entità. La destinazione d'uso agricolo del manufatto è stata giudicata irrilevante.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un'imputata, dopo aver proposto ricorso avverso una condanna per reati edilizi, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'atto di rinuncia non era motivato, e di conseguenza ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, come previsto dalla legge.
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Reati edilizi zona sismica: quando l’appello è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati edilizi in zona sismica. La Corte ha ritenuto i motivi di appello, in particolare quello sulla prescrizione del reato, troppo generici e privi di indicazioni specifiche. La sentenza sottolinea che la richiesta di sanatoria non equivale a ravvedimento e non garantisce le attenuanti generiche, specialmente in presenza di precedenti penali.
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