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Art. 90 TUIR

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Detrazione Fiscale Immobili Società: Affitto non è sempre Strumentale
Un Contribuente ha contestato una cartella di pagamento IRPEF per il mancato riconoscimento della detrazione fiscale per interventi di recupero del patrimonio edilizio. Gli interventi riguardavano immobili di una Società Immobiliare dati in locazione. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato la detrazione, ritenendo gli immobili strumentali. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha chiarito che non esiste una presunzione assoluta di strumentalità per gli immobili di una società. La semplice locazione a terzi non rende automaticamente un immobile "strumentale" all'attività d'impresa, ma può configurarlo come "immobile-patrimonio", con diverse conseguenze sulla detrazione fiscale immobili società. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Validità dell’avviso di accertamento: fisco batte cooperativa
La Cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria per riprese fiscali relative all'anno 2006. La contestazione riguardava la mancata motivazione dell'atto rispetto alle osservazioni presentate dalla contribuente dopo il verbale di ispezione, nonché l'indetraibilità dell'IVA su operazioni di compravendita immobiliare ritenute occasionali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cooperativa, confermando la validità dell'avviso di accertamento. I giudici hanno chiarito che il fisco ha l'obbligo di valutare le osservazioni del contribuente, ma non deve necessariamente esplicitare tale valutazione nell'atto impositivo. Inoltre, le operazioni occasionali estranee all'attività tipica non consentono la detrazione dell'imposta. La Cooperativa perde la causa e viene condannata a pagare le spese processuali.
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Omessa Pronuncia: Fisco Vince in Cassazione per Errore del Giudice
Una società immobiliare impugna un avviso di accertamento per maggiori ricavi e costi indeducibili. L'Agenzia delle Entrate presenta un appello incidentale per contestare la decisione sui fitti non dichiarati. Il giudice d'appello annulla l'intero accertamento ma ignora l'appello dell'Agenzia. La Corte di Cassazione interviene, accogliendo il ricorso del Fisco per vizio di omessa pronuncia. La sentenza viene annullata perché il giudice aveva il dovere di esaminare e decidere su tutte le questioni sollevate, incluso il contro-appello. Il caso dovrà essere giudicato di nuovo.
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Errore di fatto revocatorio: la Cassazione nega la ‘svista’
Una società cooperativa, dopo aver perso in Cassazione una causa contro il Fisco per una detrazione IVA negata, ha tentato di riaprire il caso. La società ha chiesto la revocazione della sentenza, sostenendo un errore di fatto revocatorio. Secondo la cooperativa, i giudici avevano commesso una 'svista' nell'interpretare i suoi motivi di ricorso. La Corte di Cassazione ha però respinto la richiesta, dichiarandola inammissibile. Ha chiarito che l'errore di valutazione giuridica o la presunta cattiva interpretazione dei motivi di ricorso non costituiscono un errore di fatto. Si tratta di un errore di giudizio, che non può essere corretto tramite lo strumento eccezionale della revocazione.
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Deducibilità spese di manutenzione: la Cassazione annulla la multa
Una società immobiliare si vede contestare dall'Agenzia delle Entrate la deducibilità delle spese di manutenzione su alcuni immobili, ritenendo che dovessero essere capitalizzate. La Commissione Tributaria Regionale respinge l'argomentazione della società, considerandola erroneamente come una 'eccezione nuova' e quindi inammissibile in appello. La Corte di Cassazione interviene e ribalta la decisione: la società aveva sempre sostenuto la natura ordinaria delle spese fin dal primo grado. Non era un argomento nuovo. La Corte ha quindi annullato la sentenza per questo errore procedurale, rinviando il caso a un nuovo giudice che dovrà riesaminare nel merito la questione della deducibilità delle spese di manutenzione.
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Immobili patrimonio deducibilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sulla questione degli immobili patrimonio deducibilità riguardo ai canoni di locazione non riscossi. Il caso coinvolge una società che ha dedotto perdite su crediti e accantonamenti per immobili non strumentali. L'Agenzia delle Entrate contesta tali deduzioni applicando i limiti dell'Art. 90 TUIR. La Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza data l'importanza della materia.
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Immobili storici d’impresa: la tassazione del reddito
Una società immobiliare, proprietaria di immobili di pregio storico-artistico concessi in locazione, si è vista contestare dall'Amministrazione Finanziaria l'applicazione di un regime fiscale agevolato. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito la questione. Ha stabilito che il reddito derivante dalla locazione di tali beni, se rientranti nell'oggetto dell'attività aziendale, deve essere qualificato come reddito d'impresa e non come reddito fondiario. Di conseguenza, non si applica il regime speciale. La Corte ha inoltre annullato alcuni degli avvisi di accertamento per vizi procedurali, ribadendo l'importanza del rispetto delle garanzie per il contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Dopo un iter giudiziario che la vedeva soccombente in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Utili extra bilancio: la presunzione per le società
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un socio di una società a ristretta base partecipativa a cui erano stati imputati utili extra bilancio accertati in capo alla società. A seguito di una verifica fiscale, l'Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto alcuni costi, recuperando a tassazione maggiori utili sia per la società che, pro quota, per il socio. Il socio ha impugnato l'atto, contestando sia l'accertamento societario sia la presunzione di distribuzione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extra bilancio in tali società. Ha inoltre stabilito che il socio non può rimettere in discussione l'accertamento societario una volta che questo è divenuto definitivo.
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Beni-merce: classificazione in bilancio e fiscalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8048/2024, ha stabilito che la classificazione di un immobile come bene-merce dipende dalla sua destinazione economica alla vendita, non dalla sua mera iscrizione in bilancio. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato come beni d'investimento gli immobili di una società, ma la Corte ha rigettato il ricorso, affermando che un'errata classificazione contabile non è sufficiente a giustificare un accertamento se non altera la sostanza del patrimonio aziendale, specialmente se i beni sono sfitti e destinati alla compravendita come da oggetto sociale.
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Immobili storici ente previdenziale: la Cassazione
Un ente previdenziale chiedeva il rimborso di imposte versate in eccesso, sostenendo di dover applicare una tassazione agevolata (c.d. "rendita figurativa") per i redditi derivanti dalla locazione di suoi immobili storici. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la natura dell'ente è istituzionalmente non commerciale. Di conseguenza, i proventi delle locazioni sono qualificati come redditi fondiari e non redditi d'impresa, dando diritto all'applicazione del regime fiscale speciale per gli immobili storici di un ente previdenziale. L'onere di provare un'eventuale natura commerciale dell'attività spettava all'Amministrazione finanziaria, che non ha fornito tale prova.
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Società di comodo: Cassazione su IVA e sanzioni
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della società di comodo, stabilendo un'importante distinzione tra imposte dirette e IVA. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento per IRES e IRAP, ritenendo non sufficientemente provata l'impossibilità oggettiva di produrre reddito. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo all'IVA, affermando che la normativa nazionale che nega la detrazione è in contrasto con il diritto dell'Unione Europea e va disapplicata. Infine, ha ordinato la rideterminazione delle sanzioni in base al principio del favor rei.
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Concordato fiscale: limiti ai poteri di accertamento
Una società di costruzioni, pur avendo aderito al concordato fiscale, subisce un accertamento basato su presunzioni semplici. La Corte di Cassazione ha annullato l'accertamento, stabilendo che il concordato fiscale inibisce l'uso di specifici poteri di verifica da parte dell'Amministrazione Finanziaria, a prescindere dall'entità del maggior reddito eventualmente accertato. Viene chiarito che il superamento della soglia del 50% non può sanare un'attività di verifica svolta con poteri non consentiti dalla legge.
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