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Art. 90 Codice di Procedura Penale

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26 provvedimenti

Stabile convivenza: Cassazione sulla prova dell’aggravante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio aggravato, chiarendo che la "stabile convivenza" ai fini penali è una situazione di fatto che non richiede la registrazione anagrafica formale. La Corte ha stabilito che la prova della relazione affettiva e della comunanza di vita, basata su elementi concreti e ammissioni dell'imputato, è sufficiente per integrare l'aggravante. Viene inoltre respinta la doglianza sulla presunta violazione del diritto di difesa, poiché l'imputato era stato ampiamente messo in condizione di difendersi su tale circostanza nel corso del processo.
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Revoca tacita querela: l’assenza non è conoscenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24705/2025, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato estinto un reato per revoca tacita querela. La Corte ha stabilito che l'assenza della persona offesa al dibattimento, se la notifica della citazione è avvenuta per compiuta giacenza, non è sufficiente a dimostrare la volontà di rimettere la querela. È necessaria la prova della conoscenza effettiva, e non solo legale, della citazione e delle conseguenze della mancata comparizione.
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Atto abnorme: archiviazione anticipata legittima
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di archiviazione emesso prima della scadenza del termine per la querela non costituisce un atto abnorme, se basato su una valutazione di merito e non crea una stasi insuperabile del procedimento. Nel caso specifico, un motociclista, vittima di un sinistro stradale, aveva impugnato l'archiviazione ritenendola prematura e lesiva dei suoi diritti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'abnormità sussiste solo in casi di anomalie macroscopiche che deviano dal modello legale o bloccano il processo, non per semplici illegittimità o per un dissenso sulla valutazione del PM.
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Lista testi parte civile: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura, il quale lamentava la presunta tardività della lista testi parte civile. La Corte ha stabilito che il termine per il deposito della lista si riferisce all'udienza di effettiva apertura del dibattimento e non a quelle di mero rinvio. Inoltre, ha confermato che la persona offesa può depositare la lista anche prima di costituirsi formalmente parte civile, garantendo così il diritto di difesa dell'imputato.
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Tentativo di estorsione: quando è reato unico?
Due individui, condannati in primo e secondo grado per estorsione, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, pur dichiarando inammissibili gran parte dei motivi, ha accolto una censura fondamentale riguardante il tentativo di estorsione. È stato stabilito che, qualora l'agente richieda una somma di denaro e, a seguito delle minacce, ne ottenga una inferiore, si configura un unico reato di estorsione consumata per l'importo effettivamente ricevuto, e non un concorso tra estorsione tentata per la somma richiesta ed estorsione consumata per quella ottenuta. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata su questo punto, con una rideterminazione della pena per entrambi gli imputati.
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Compenso avvocato persona offesa: la guida completa
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce il diritto al compenso dell'avvocato per la persona offesa ammessa al patrocinio a spese dello Stato. Anche se non costituita parte civile, il legale deve essere pagato per tutte le fasi processuali cui ha partecipato, non solo per la fase di studio. La Corte ha cassato la decisione che aveva liquidato una somma irrisoria, stabilendo un importante principio di diritto a tutela della professione.
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