Due automobilisti sono stati condannati a tre anni di reclusione per aver ingaggiato una pericolosa gara di velocità di notte in città, culminata in uno scontro stradale in cui ha perso la vita un terzo conducente e altre persone sono rimaste ferite. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due conducenti, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che la gara di velocità si configura anche senza un accordo preventivo, quando vi è una sfida tacita e reciproca a superarsi che condiziona la guida. Inoltre, il nesso causale tra la competizione e il decesso è pienamente sussistente, poiché le singole violazioni stradali erano strumentali alla gara stessa, svoltasi ad altissima velocità con continui sorpassi.
Continua »