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Art. 9 L. n. 289 del 2002

6 provvedimenti

Condono Fiscale Inefficace: La Cassazione Conferma il Recupero Tasse
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per IVA, IRPEF e IRAP, sostenendo l'efficacia di un condono fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il condono per l'IVA era inefficace per contrasto con il diritto comunitario. Per le imposte sui redditi, l'inefficacia del condono fiscale non richiedeva un provvedimento formale di diniego. La consegna del processo verbale di constatazione (PVC) equivale alla sua notifica, rendendo inapplicabile il condono. L'onere della prova per le operazioni non dichiarate ricadeva sul Contribuente, che non ha fornito elementi contrari.
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Condono fiscale: quando è ammessa la doppia sanatoria
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della legittimità di un secondo **condono fiscale** su una lite nata da una precedente sanatoria. Una società aveva impugnato una cartella di pagamento derivante dal disconoscimento di una dichiarazione integrativa che riduceva gli importi dovuti per un primo condono. Durante il processo, la contribuente ha richiesto una nuova definizione agevolata della lite pendente. I giudici hanno stabilito che non si tratta di un vietato 'condono su condono' se la controversia riguarda l'esatta determinazione delle somme dovute e non il semplice mancato pagamento del debito originario.
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Notifica ricorso cassazione: prova indispensabile
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale riguardante il rimborso di imposte versate da una società colpita da eventi sismici. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che l'Amministrazione non ha depositato l'avviso di ricevimento relativo alla spedizione postale del ricorso. Poiché la **notifica ricorso cassazione** si perfeziona solo con la prova della consegna, la sua mancanza determina l'inesistenza della notificazione stessa. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile senza possibilità di sanatoria.
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Utili SRL: presunzione di distribuzione ai soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12439/2024, ha rigettato il ricorso di un socio di una S.r.l. a ristretta base, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale basato sulla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili. La Corte ha ribadito che, in tali società, i maggiori redditi accertati in capo all'ente si presumono distribuiti ai soci, i quali hanno l'onere di fornire la prova contraria. È stata inoltre confermata la validità della motivazione dell'atto impositivo "per relationem" al verbale della Guardia di Finanza.
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Motivazione per relationem: legittimo l’atto fiscale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per IVA. La Corte ha stabilito che la motivazione per relationem dell'atto è legittima anche quando fa riferimento a documenti non allegati, purché questi siano conosciuti o facilmente conoscibili dal contribuente, confermando la validità dell'accertamento basato su fatture per operazioni inesistenti.
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Condono tombale: pagamento tardivo e perdita benefici
Una società si è vista negare un'istanza di "condono tombale" a causa di un tardivo versamento di una somma inferiore a 6.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che i termini di pagamento per perfezionare la definizione agevolata sono perentori e non ammettono deroghe. La Corte ha chiarito che istituti come l'"errore scusabile" o il "ravvedimento operoso" non si applicano a questa procedura speciale, la cui disciplina è eccezionale e di stretta interpretazione, comportando la decadenza dal beneficio in caso di mancato rispetto delle scadenze.
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